La fotografia è la riproduzione delle immagini con un semplice scatto è necessario cogliere il momento saper quando premere il pulsante con la valutazione del soggetto, dell’inclinazione della luce: il pittore gioca con il colore, il fotografo con la luce

Manlio Angeleri nasce ad Alessandria in novembre, un mese poco affascinate sul piano della luce … specie con le nostre nebbie … eppure, al compimento del diciottesimo anno, scatta la sua prima fotografia.


L’attrezzatura è una semplice macchina fotografica a soffietto, una tecnologia semplice con la promessa di adeguare gli strumenti alle sempre più sofisticate tecnologie, nonostante i notevoli oneri finanziari.

La prima fotografia esce dal suo laboratorio, recuperato … nello sgabuzzino di casa … dove s’è costruito una piccola camera oscura .. al compimento del ventiquattresimo compleanno.

La volontà, l’abilità di Manlio nel ricercare le immagini è sorprendente; dipendente delle Poste e Telegrafi, trova il tempo per collaborare come fotoreporter a prestigiose testate.

È il fotografo stimato da giornalisti del livello di Enzo Tiberti, Giuseppe Zerbino ed altri nomi illustri impegnati per le gloriose testate de La Gazzetta del Popolo, Il Corriere del Popolo.

L’immagine la osserva come un qualcosa di vivo, oggetto di continua meticolosa ricerca, si concentra nell’angolazione, presupposti meritevoli di essere accolti fra le gallerie espositive.

Manlio è stato uno dei primi componenti dell’Associazione Fotografica Alessandrina, meglio conosciuta come A.F.A.; tuttavia, allo scioglimento del gruppo, si è unito ai Fotografi Dilettanti F.D.A. con la carica di Presidente, per associarsi in seguito al C.I.F.A. con la prima tessera.

Ha partecipato all’esposizione Le Borsaline, indetta dalla Città di Alessandria, con cinquanta foto, 30 x 40 cm., in cui descrive le fasi necessarie per la lavorazione del Cappello, illustrazioni eclatanti, meglio di pagine, pagine e pagine scritte.

La sua abilità è tuttora richiesta, lavora per la Voce Alessandria, il settimanale della nostra Diocesi, l’Università dell’Unitre lo ha voluto in cattedra, intanto. Intanto continua a scattare impegnando la sua sensibilità per carpire la natura.

                                                                                 Franco Montaldo