La salute mentale, ancora per alcuni un tabù, è al centro di diversi dibattiti politici e sociali, soprattutto dopo la pandemia, che ha fortemente inciso sulla psiche di tutti.
L’equilibrio psicofisico è importante in ogni momento della vita e, in alcune circostanze, i problemi psicologici potrebbero generare un escalation di violenza o l’impossibilità ad agire in maniera consapevole. Per questo in psicologia esistono diverse specializzazioni, in grado di intervenire nelle circostanze più disparate. Una di queste è la psicologia giuridica, che opera sia in ambito civile sia in ambito penale per risolvere questioni giudiziarie. È una professione che ha numerosi sbocchi lavorativi, anche perché negli anni sono aumentate le richieste di intervento per risolvere casi in cui sono coinvolti sia persone che hanno commesso un reato sia minori. Diventare psicologi in ambito forense richiede una formazione di tipo specialistico e, al termine del percorso formativo si può scegliere di lavorare in diversi ambiti.

Psicologia giuridica: la formazione

La professione di psicologo giuridico o forense è stata regolamentata nel 2003 ed è considerata una professione con competenze di tipo specialistico. Per diventare psicologo giuridico bisogna innanzitutto conseguire una laurea in psicologia e poi superare l’esame di stato per entrare nell’albo degli psicologi e poter svolgere la professione. Per ottenere una formazione specifica in ambito psicologico-forense è poi fondamentale iscriversi ad un master o ad un corso di specializzazione che affronti le tematiche peculiari per svolgere il lavoro nell’ambito giudiziario. Il programma di un master in psicodiagnostica potrebbe essere ideale per avere una formazione completa nell’analisi e nella conoscenza della persona. Grazie alle nuove normative, ci si può iscrivere al corso di laurea in psicologia e ai corsi post laurea della stessa area anche nelle università telematiche come Unicusano e frequentare i corsi in modalità e-learning.
Dopo aver conseguito la laurea e la specializzazione, si può iniziare la carriera lavorativa, in base agli interessi e le attitudini.

Psicologia giuridica: gli ambiti in cui lavorare



L’ambito principale in cui opera chi si specializza in psicologia giuridica è sicuramente quello forense. Lo psicologo giuridico infatti viene nominato da un giudice per effettuare consulenze tecniche in ambito civile e perizie in ambito giuridico. Ha l’obiettivo di valutare le idoneità e le capacità psicologiche delle persone per le quali è richiesto l’intervento. Nel contesto in cui viviamo, lo psicologo giuridico si è reso sempre più necessario anche per fermare l’escalation di violenza giovanile che ha occupato tutte le pagine di cronaca negli ultimi mesi, che testimonia uno stato di sofferenza psicologica diffusa, soprattutto nelle fasce d’età più giovani, che va analizzato e contrastato anche con validi strumenti giudiziari volti a chiarire la reale situazione psicologica dei soggetti coinvolti.

In ambito civile, oltre alla consulenza per reati commessi da minori, la psicologia giuridica interviene ad esempio nei casi di divorzio, quando ci sono contrasti tra i genitori, valuta l’idoneità nel caso di adozioni o affidamento o sostegno a persone anziane nelle situazioni in cui c’è bisogno di decidere in merito a eredità e testamento.
In ambito penale esamina invece le capacità processuali, l’affidabilità dei testimoni e offre inoltre assistenza psicologica a vittime di un reato o agli indagati. 
Quando viene nominato dal giudice per risolvere questioni psicologiche in un processo ha la carica di Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU); quando invece viene nominato dagli avvocati come consulente in casi in cui si richiede l’intervento di uno psicologo, viene definito Consulente Tecnico di Parte (CTP).