Ancora un infortunio mortale sul lavoro nella provincia di Alessandria, nell’Azienda Cavalleri di Arquata Scrivia nel primo giorno di aprile. Un giovane operaio, Davide Scanio di 32 anni è stato agganciato da una macchina operatrice. Colpito e scaraventato al suolo, Davide è morto nell’impatto. Le indagini accerteranno la dinamica dei fatti, ma quando si muore lavorando la “fatalità” c’entra sempre ben poco.

Quattro morti dall’inizio dell’anno nel territorio provinciale e almeno altri quattro gravi infortuni con ricovero in codice rosso sono la conferma di una tendenza che porta la provincia di Alessandria nei primi posti nazionali per morti sul lavoro in proporzione agli occupati, quarti nel 2021 con 15 decessi, una tendenza che cresce anno dopo anno e che impone delle scelte per analizzare i casi, predisporre delle attività di controllo e prevenzione capillari. Un dato lo proponiamo noi sulla base di ciò che è accaduto negli ultimi anni, dove abbiamo visto accadere infortuni mortali in aziende spesso molto piccole, ditte individuali, lavoratori in appalto, singoli agricoltori e autotrasportatori, lavoratori edili spesso artigiani; raramente è presente il sindacato in queste attività e meno ancora i rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza. Riteniamo indispensabile che si intervenga attraverso una cabina di regia prefettizia per coordinare tutte le strutture ispettive e per garantire un collegamento certo tra le stesse e il 118 e il Sindacato chiede di essere coinvolto in considerazione della esperienza che ha portato in questi anni dove presente.


Oggi ci stringiamo alla famiglia di Davide Scanio e alla comunità di Arquata Scrivia che perdono un giovane lavoratore e attendiamo risposte dalle autorità competenti per trovare strumenti efficaci e fermare questa strage.

La Segreteria Provinciale CGIL

Foto tratta da facebook