Finalmente dopo tanti articoli di tortonesi deceduti a causa del Coronavirus, possiamo scriverne uno positivo, di due persone entrambe trovate positive al virus e ricoverate in due diversi ospedali che, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altra, ce l’hanno fatta e sono guariti, a testimonianza che anche quando tutto sembra buio, in fondo al tunnel c’è sempre la luce e basta tenere duro, non mollare (come ama ripetere il Sindaco Chiodi) e rispettare le regole che forse, insieme, possiamo farcela.

Di sicuro ce l’hanno fatta i due coniugi di Tortona Raffaele Cocciolo e Pinuccia Mollica (nella foto in alto e in quella a destra) che sono stati infettati dal virus, sono stati ricoverati in due diversi ospedali e prima uno, poi l’altra, hanno sconfitto entrambi la malattia e sono guariti.


Tutto inizia il 2 marzo quando marito e moglie stanno male: è il Coronavirus. Li ha “presi” entrambi ed entrambi sono costretti in ospedale.

“Non l’avrei mai detto che in questa data, per me e per la mia famiglia, sarebbe iniziato un incubo afferma la figlia LIna Cocciolo – dal vivere una vita più o meno tranquilla, siamo stati catapultati all’inferno senza preavviso. Abbiamo fatto l’enplein, nel giro di pochi giorni ci siamo ritrovati ad avere mamma e papà catturati da questo mostro sconosciuto il cui nome oramai è sulla bocca di tutti, COVID-19. Ci ha devastati, tutti, fisicamente e psicologicamente…è disumano non poter abbracciare o prendersi semplicemente cura di un genitore quando sta male, E’ DISUMANO.”

Il papà, Raffaele Cocciolo, viene ricoverato all’ospedale Carle, a Cuneo, e inizia una lunga odissea con cure profuse con grande professionalità dai medici di quella città. Dopo tre settimane, il 22 marzo, finalmente, viene dichiarato fuori pericolo e dimesso: è il primo, insieme ad altri due persone, ad essere guarito dal virus in quell’ospedale cuneese. E’ un’infermiera di quel nosocomio, Elena Abordiencei, ad immortalare il tortonese, mentre abbandona l’ospedale insieme ad altre due donne, molto più giovani di lui: sono i primi guariti di quella struttura e il momento non può essere dimenticato. Tutta la famiglia Cocciolo è felice “È bellissimo sentire la tua voce bella squillante – dice la sorella Pasqualina Cocciolo – stiamo uscendo da un incubo dopo aver toccato con mano il fondo di un tunnel senza fine. Adesso aspettiamo che Pina (Pinuccia Mollica , la moglie – ndr) torni a casa e poi possiamo dire c’è l’abbiamo fatta.”

Il mezzo miracolo si compie l’altro giorno, sabato 28 marzo, quando anche Pinuccia Mollica che era ricoverata per Covid-19 presso l’ospedale di Tortona, è riuscita a sconfiggere la malattia e rientra a casa.

“Ciao mamma” dice la figlia Lina con la voce rotta dalla commozione mentre va a prenderla all’uscita dell’ospedale e l’emozione è talmente grande che non riesce a dire altro: Lina ha rischiato di perdere entrambi i genitori ma il destino e la bravura dei sanitari hanno fatto in modo che questo non accadesse. Anche il ritorno a casa della mamma Pina è un momento storico per la famiglia che viene immortalato come il precedente (come vedete nella foto a fianco) perché entrambi i coniugi sono riusciti a sconfiggere la malattia. Si conclude così a lieto fine, questa storia di sofferenza durata un mese in cui l’incubo sembrava non finire mai e sono stati tutti loro, con post e immagini pubbliche, ad aver voluto raccontare a tutti a loro storia. Una storia che non si poteva ignorare perché, a discapito di tante altre, è a lieto fine ed è quella che tutti vorremmo sempre e solo sentire.

Il virus si può sconfiggere, anche quando tutto sembra avverso: la storia della famiglia Cocciola è una delle tante che ci piacerebbe raccontare tutti i giorni perchè ci fanno comprendere che tutti insieme, uniti, ognuno facendo la propria parte, forse, si può tornare alla normalità, o, almeno, a qualcosa di molto simile.

Angelo Bottiroli

Lina Cocciolo con il papà Raffaele