La storia si impara vivendo: studiando gli eventi sui libri, ascoltando le spiegazioni, ma anche raccogliendo ricordi, testimonianze ed esperienze dalle persone che sono state protagoniste degli avvenimenti passati e confrontando queste voci, e gli oggetti che hanno fatto parte del loro vissuto, con la nostra coscienza e con la nostra visione di contemporanei, “ultimi anelli” di una lunga catena.   In questa prospettiva gli studenti della 5^AR Amministrazione, Finanza e Marketing dell’I.I.S. Marconi Carbone di Tortona hanno vissuto con intensa partecipazione il secondo incontro di approfondimento storico, dopo quello con Matteo Leddi, sulle due Guerre Mondiali del secolo scorso, che si è tenuto martedì 29 gennaio nell’Aula Magna del plesso Carbone.

  “Il Grigioverde nella neve” è il titolo che introduce l’argomento : la Campagna di Russia, vissuta dal CSIR (Corpo di spedizione italiano in Russia), poi confluito nell’ ARMIR (Armata Italiana in Russia) dal 1941 al 1943, e l’organizzazione logistica delle nostre truppe.    Relatore appassionato e competente un nostro ex-compagno di corso, Marcello Vaccari, anche lui collezionista di reperti militari e Direttivo per la Provincia di Alessandria dell’Associazione storica e culturale “Italica Virtus”, istituita  con lo scopo di studiare e mantenere vive le tradizioni storico-militari dell’Esercito Italiano, in particolare proprio  delle unità che presero parte alla Seconda Guerra Mondiale.


   Anche in questa occasione la storia ci è venuta incontro in modo inusuale, coinvolgente e, proprio per questo, assolutamente complementare a quanto studiato.  Ricchissimo il  campionario di autentico materiale d’epoca, reperti e documenti, che abbiamo potuto visionare e toccare con mano  e che ci ha trasmesso emozioni molto umane.  Solo vedendo dal vero le divise, l’equipaggiamento, i ricordi di quegli uomini, tra cui i componenti dell’eroica 38^ Reggimento Fanteria Divisione “Ravenna”, sterminata nelle steppe russe, abbiamo potuto capire chi erano, come erano vestiti, cosa mangiavano, come vivevano e sopravvivevano i nostri soldati, moltissimi dei quali sono andati incontro a una morte terribile e i cui corpi sono rimasti sepolti laggiù.  Qualcuno di noi ha persino “provato” il peso di quell’equipaggiamento che, nella neve, a temperature che potevano arrivare a -40° richiedevano una incredibile resistenza fisica.

   Eroi della Patria? Certo, ma al di là di ogni interpretazione ideologica o retorica, eroi della vita, stretti l’uno all’altro, ai loro cavalli, ai loro muli, ai loro ricordi disperati, perché, come sembra echeggiare da quelle bandoliere, da quegli scarponi, da quelle foto crude e agghiaccianti, da un logoro libretto di preghiere che esce dallo zaino, “la guerra è una follia, ma  l’indifferenza è vergognosa” e, come ci ha detto salutandoci il nostro ex- compagno di scuola: “Ricordatevi di non dimenticare!”,  una frase che lo accompagna in ogni ricerca e che noi abbiamo fatto nostra.

 5^AR Amministrazione, Finanza e Marketing