Gent.mo Direttore,


Nonostante i continui blitz, clochard e questuanti sono sempre presenti.
Oltre al loro ‘impiego’ giornaliero nel chiedere le elemosine, cercano anche luoghi dove poter schiacciare un pisolino durante le ore più calde della giornata.
Inoltre, come se non bastasse, oltre ai clochard, anche normali turisti si insediano sui prati e sulle aiuole, magari per consumare un veloce panino godendo dell’ombra di alcune piante (anche se sarebbe vietato).
Il luogo più gettonato è l’esterno dell’ufficio postale di via Roma.
 A pranzo la tettoia regala alcune ore d’ombra e molti si addormentano sulle scale. Ma c’è anche chi sceglie le panchine di Pian di Nave, oppure le aiuole di corso Trento Trieste o del  Lungomare Italo Calvino.
 Insomma una variegata offerta per tutti.
Che fare di fronte a questa situazione? Difficile trovare una soluzione definitiva, perché durante l’estate sono sempre di più ed anche i nuovi ‘Daspo urbani’ non riescono ad eliminare il problema. Sanremo, città turistica per antonomasia dell’estremo ponente ligure, attrae non solo i visitatori ma anche chi, proprio da questi, cerca di trarre profitto con le elemosine.
E poi, ovviamente, chi vive di questua nelle strade deve anche trovare un luogo dove dormire.
Purtroppo, oltre ai luoghi più noti e quasi sempre appartati, ci sono anche questi che, nel pieno centro della città, non sono particolarmente accattivanti per il turismo.
Servono soluzioni concrete, rapide e definitive.
Grazie
Alessandro Condo’
Roberto Pardini 
Giovanni Calvi