Sabato ore 16, Via Ammiraglio Mirabello, centro della cultura tortonese con palazzo Guidobono, Biblioteca, Teatro e Museo del mare.  Ci attendiamo di vedere (anche) dei tortonesi, invece la via è “invasa” da una decina di donne musulmane  con accanto numerosi figli.

Il pensiero corre al passato quando i ragazzi tortonesi, rigorosamente cattolici, affolavano il centro storico, soprattutto il sabato.

Oggi non ci sono più: i portici sono semideserti e i giovani rimangono a casa sul computer o sullo smartphone. Qualcuno uscirà più tardi per l’apericena o verso le otto mezza per andare da Spada (Bar Milano) o dall’altra estremità dei portici, in largo Borgarelli.

La città, a quest’ora, (ma non solo) è “preda” di tanti stranieri, alcuni dei quali vivono qui da anni, altri un po’ meno.

Sono soprattutto giovani richiedenti asilo che vengono mantenuti a nostre spese e affollano questa zona perché c’è internet gratis oppure donne con uno stuolo di figli al seguito armate di passeggini alla moda e smartphone di ultima generazione.

Donne fortunate che non lavorano perché a portare a casa i soldi ci pensa il marito, in quanto nella religione musulmana le donne non possono lavorare.

Così le vediamo sempre più spesso in via Emilia e lungo le strade di Tortona alle ore più impensate. E d’altro canto è giusto perché dovranno  far passare il tempo in qualche modo……

Capita quotidianamente, la differenza è che non era mai capitato, a chi scrive, di vederne così tante in una volta sola  e quelle che vedete nell’immagine sono soltanto una parte dopo che il gruppo si è diviso.

Tortona è cambiata, così come è cambiata l’Italia.

E perdonatemi un po’ di amarcord, ma sicuramente si viveva meglio prima, quando esisteva l’identità locale, e non la globalizzazione.

Non è colpa delle donne arabe, ovviamente, ma di un sistema che – a parere di chi scrive – fa acqua da tutte le parti perché si sono irrimediabilmente persi certi valori.

Angelo

PS. Sgombriamo il campo da ogni equivoco: questo non è e non vuole essere un articolo razzista ma solo la cronaca di come sia cambiata la città di Tortona. Chi pensa diversamente o vuole strumentalizzarlo, ha sbagliato indirizzo.