Non è mai facile parlare di queste cose, per cui, prima di scrivere qualcosa su di lui, gli abbiamo chiesto il permesso. E non tanto per “fare l’articolo” ma perché crediamo che tutte le storie umane drammatiche, come quella che sta vivendo Mirko di Diano Castello, non debbano rimanere nel dimenticatoio.

Ma il primo a fare questa scelta è stato lui che dal 19 maggio scorso, ha deciso di mettere sul web  la sua testimonianza attraverso un blog dal titolo “Com’è dura l’avventura” (http://comeduralavventura.blogspot.it/) in cui racconta ciò che gli sta succedendo quasi giorno per giorno


E il dramma, per Mirko, ex barista dianese poco più che quarantenne, è ancora più grave perché lui è un ex sportivo, amava  viaggiare ed è papa di due figli. Una vita felice, con una moglie splendida che lo ama, ma poi  il 24 aprile del 2010 gli viene diagnosticata la Sla e dal febbraio del 2012 è costretto a letto con tracheo e peg (gastrostomia endoscopica percutanea, serve per l’alimentazione e l’idratazione).

Cosa si può dire di fonte ad una situazione così? Forse le parole non potrebbero mai colmare lo sgomento e il vuoto che si crea in ognuno di noi nell’apprendere queste cose.

Ecco allora che abbiamo deciso di aprlare del suo blog, dove si  definisce testardo,leale, sincero, per niente diplomatico,grintoso,lunatico,caparbio,ignorante,sensibile ma soprattutto gran testa di cazzo…

E come potete leggere sull’home page il suo “Non è un blog nato per piangersi addosso – scrive – ma per raccontare l’avventura…che spesso è resa più dura dalle persone che dalla malattia”

Naturalmente la foto che abbiamo messo sull’articolo, accanto all’home page del blog non è lui come si trova adesso ma una foto di molti anni, quando aveva la piena facoltà del fisico.

Abbiamo scelto apposta questa immagine a rappresentarlo perché crediamo che l’aspetto fisico o “la carne” come la chiamano certi religiosi, sia solo un aspetto esteriore di noi, destinato prima o poi a deteriorarsi, mentre la nostra forza, il nostro carattere e la nostra personalità sono dentro di noi e non fuori.

Anche per questo invitiamo tutti a leggere il blog, a condividere con lui questo inevitabile cammino.

Come presentazione di questo suo progetto online abbiamo deciso di pubblicare il primo articolo che ha scritto venerdì 19 maggio 2017 e dal titolo “Ricovero d’urgenza” dove traspare tutta l’umanità di una grande persona.

Prima di lasciarvi alla lettura, però è d’obbligo un pensiero: la storia di Mirko dovrebbe insegnarci che tutto in questa vita è effimero e forse varrebbe la pena di spendere il nostro tempo in maniera diversa assaporando ogni momento e ogni cosa che ci capita.

Ricovero d’urgenza

Ciao a tutti, come primo post comincerei col parlarvi della situazione che m’ha portato ad essere come sono adesso: allettato, con peg, tracheo e parlare tramite un comunicatore oculare.

Nei primi giorni di febbraio  2012 era programmata l’operazione per mettermi la peg ma da metà gennaio avevo seri problemi respiratori  e intorno al 23 gennaio decidemmo di chiamare l’ ambulanza per farmi portare in Pronto Soccorso. 
Da li fui mandato nel reparto  di pneumologia a seguito di una polmonite da ab ingestis e fui ricoverato.
Il 4° o 5° giorno di ricovero verso le 14 entrò una dottoressa entusiasta che, senza avermi fatto neanche una lastra, disse:” Bravo Pissarello, tutto bene, tutto a posto, polmonite passata. Complimenti!” Non più tardi delle 21 ero in coma in rianimazione per un arresto respiratorio. . . 
Fortunatamente in rianimazione ci sono dottori, infermieri ed oss coi fiocchi e mi salvarono. Uscii dopo un mesetto(una settimana di incoscienza) e col primario che disse ” Mi raccomando, cercate di andare a casa il prima possibile”. . .
Siccome non si può essere dimessi direttamente dalla rianimazione, tornai in pneumologia.
Rimasi in reparto 1 mese…