Il 3 Novembre, l’Aliquota Operativa dei Carabinieri di Novi Ligure ha arrestato in flagranza di reato per concussione Daniela Lomolino, 55 anni, ispettore incaricato come tecnico della prevenzione presso il Dipartimento di prevenzione ASL Alessandria – Servizio di igiene e sanità.

La donna era incaricata di effettuare anche i sopralluoghi presso le abitazioni di cittadini stranieri che, già regolarmente soggiornanti in Italia, avviavano le pratiche di ricongiungimento familiare con il coniuge proveniente dall’estero e che, per tale motivo, avevano bisogno di dimostrare di avere una stabile dimora in Italia, presso abitazioni rispondenti ai requisiti di legge.


L’indagine è partita dalla denuncia di un cittadino straniero che aveva avviato le pratiche per la carta di soggiorno per la moglie e che, a fronte dell’ingiusta previsione di lunghe tempistiche, secondo l’accusa, gli era stato richiesto in modo esplicito di consegnare 50 euro per “sveltire” la pratica e ottenere la certificazione sull’idoneità abitativa.

Le indagini hanno permesso di appurare che il modus operandi della dipendente della ASL era sempre lo stesso. All’atto della verifica dei requisiti di idoneità abitativa, l’ispettore lasciava intendere al richiedente che il prezzo da pagare per ottenere il certificato andava dai 50 ai 300 euro.

“Allo stato, i casi ricostruiti e quelli in via di ricostruzione – è stato detto dai Carabinieri –   hanno consentito di constatare come le vittime venissero poste di fronte alla scelta obbligata di aderire alla richiesta e, in caso contrario, di subire un pregiudizio, che sarebbe andato da un oggettivo ritardo generale della pratica finanche alla negazione dell’idoneità abitativa, pur in presenza di un’abitazione riunente i requisiti previsti. Alla luce di quanto emerso, si invitano le persone che si sono rivolte all’ASL di Novi Ligure per ottenere le suddette certificazioni, e che ritengano di avere subito analoghe problematiche, a denunciare gli eventuali abusi.”