bardone pensieroso - IDirettore, nel salutarLa Le chiedo di omettere il mio nome.
Qualche amico con il quale ho condiviso tanti viaggi per lavoro e chiacchierate nel passeggio mi chiede come mai non mi firmo quando scrivo.Non ho mai ritenuto utile apparire ma ho sempre trovato piu’ utile criticare ma anche proporre idee; che siano raccolte o meno non ha importanza.

L’importante e’  che la partecipazione sia rispettosa delle persone, coerente con il proprio sentire ed attuale nella realta’ che viviamo.Detto questo, per rimanere ai fatti direi che siamo all’ultimo atto per il nostro ospedale.


Come ho sempre scritto, e’ solo un atto politico frutto del lavoro, positivo per qualche comune e fortemente negativo per altre amministrazioni, di chi ha gestito i comuni e la regione in questi ultimi quindici o vent’anni.

Direi anche che Il nostro Sindaco ha ereditato una situazione ormai compromessa per la debolezza politica dell’amministrazione precedente, e di quelle che l’hanno preceduta in questi ultimi decenni, ma soprattutto per l’assenza di politici “forti” figli delle nostre valli.

Il ricorso presentato, obbligato ma di fatto tardivo, difficilmente potra’ cambiare decisioni ormai consolidate ma, forse, potra’ consentire a Tortona di raccogliere almeno qualche briciola nella spartizione della “torta” riguardante la nuova sanita’ regionale.Come sempre sono le persone che fanno la differenza al tavolo delle trattative; credere siano i numeri e le performances raggiunte a determinare le scelte strategiche della politica e’ pura utopia.

Come si spiegherebbe altrimenti l’investimento di milioni di euro nella ristrutturazione della struttura tortonese anni addietro ed il suo azzeramento di oggi?

Cosa rimarrebbe dell’ospedale di Tortona se la Dottoressa Pacquola decidesse di raccogliere altrove i successi professionali ampiamente meritati che le spetterebbero di diritto?. Domanda fuori luogo? Forse, ma a medio e lungo termine converra’ pensarci da subito.

E poi, a Tortona siamo proprio sicuri che sia il Sindaco a dare le carte o sia invece il suo partito per interposta persona che manovra nell’ombra?

Cio’ che io mi chiedo a distanza di pochi chilometri e’ una certezza ed altrimenti come spiegare buona parte dell’attivita’, o non attivita’, comunale dal suo insediamento? Qualcuno si chiede se i compensi erogati agli assessori siano o meno stati proporzionali all’attivita’, ed ai risultati raggiunti, dai medesimi svolta?

Signor Sindaco una domanda?

Se gli assessori fossero quadri o dirigenti di una sua azienda li manterrebbe nell’incarico o li sostituirebbe?

Capisco che per chi vive nel settore pubblico la domanda sia inquietante ma Lei se la ponga e provi a darsi una risposta. Cosa fare oggi?

Cio’ che da anni molti gia’ fanno: rivolgersi alla struttura  vogherese che e’ piu’ vicina e comoda da raggiungere rispetto a Novi ligure e, peggio ancora, Alessandria.

Cordiali saluti.

Lettera Firmata

6 dicembre 2015