rifiuti -IPerchè spendere circa sei milioni di euro per sotterrare i rifiuti? Perchè non si ascolta il parere dei cittadini?

Realizzare un’opera dai costi esorbitanti, pagare i terreni quasi il doppio di quello che valgono,


costruire una discarica che, quando sarà esaurita, protrarrà i suoi costi per altri decenni, poiché alla vita di una discarica attiva si devono aggiungere 30 anni di monitoraggio, recupero e smaltimento del percolato post chiusura.

Perchè ampliare una discarica e scavare dove la falda acquifera nella zona, si trova   a pochi metri dalla superficie? Il torrente Rotaldo, che passa vicino, negli ultimi anni è stato pure a rischio esondazione. E poi l’incognita: una volta costruita ed ampliata la discarica, se venisse in seguito venduta a privati? Chi li controllerà? Siamo sicuri che non verranno smaltiti abusivamente materiali pericolosi e nocivi?

Ribadiamo che i soldi per l’ampliamento della Bazzani possono essere investiti in un altro modo, per il bene dell’ambiente e per un futuro migliore, seguendo quello che è la proposta di legge Rifiuti Zero.

Si potrebbero creare posti di lavoro nel campo della ottimizzazione del recupero dei rifiuti.

Casale dovrebbe avere una politica, una cultura che promuova l’aumento della differenziata e l’acquisto dei prodotti del riciclo.

Negativo è il dato che negli ultimi anni la raccolta differenziata è diminuita, ad esempio Casale è scesa dal 62% al 58%.

Percè non:

  • Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo (uso e riuso), invece di continuare ad accumulare rifiuti per poi bruciarli nei termovalizzatori.
  • Ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento;
  • Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale  per il reato di danno ambientale;
  • Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione (soprattutto nelle scuole), in materia di rifiuti;
  • Introdurre forme di cooperazione tra Comuni per la raccolta porta a porta e la filiera di trattamento al fine di sviluppare l’occupazione locale in bacini di piccola-media dimensione, che favoriscano le attività di produzione e commercializzazione di materiali e prodotti derivati da riciclo e recupero di materia.
  • Incentivare la raccolta differenziata per arrivare all’80% con riorganizzazione nella gestione del deposito e raccolta.
  • Incentivazione delle compostiere, dove possibile, per i rifiuti organici.
  • Investimenti di impianti di Trattamento Meccanico Biologico a freddo per i rifiuti indifferenziati/residui dopo la RD allo scopo di ridurre al minimo il rifiuto residuo.
  • Incentivazione nei piccoli negozi della vendita di liquidi con erogazione in bottiglia/flacone da riempire (latte, vino, olio, acqua, birra, detersivi, ecc..) da riutilizzare la volta successiva; idem per prodotti sfusi nella carta riutilizzabile (zucchero, uova, cereali, legumi, olive, ecc.. come una volta).
  • Indirizzare i cittadini alla scelta di prodotti da acquistare che hanno pochi imballaggi, in modo da ridurre i rifiuti alla fonte.
  • Realizzazione delle casette dell’acqua, una per quartiere.
  • Ritornare ad utilizzare bottiglie in vetro per latte e acqua minerale, ed installare nuovi raccoglitori automatici di bottiglie e lattine presso i supermercati o aree commerciali, come avviene in molti Paesi europei.

Gruppo Consiliare M5S Il portavoce Giuseppe Ferrigno

30 novembre 2015