c'era una malaspina - QLa foto è stata scattata nel 1975, il sabato precedente il trasferimento del mercato del formaggio.

Aggiungo due parole di presentazione. Tra le funzioni della piazza sta ai primi posti quella commerciale, oltre ad essere luogo di incontro e di socializzazione. E questo vale anche per la piazza Malaspina (l’antica piazza Santo Stefano).


Nei primi anni  quaranta avevano tentato di intitolarla a don Orione, ma la proposta venne bocciata dal prefetto perché non erano ancora trascorsi i
prescritti dieci anni dalla sua morte (disposizione che ora è stata abrogata). Questa piazza è ancora da molti ricordata come ‘la piazza
del formaggio’, ma arrivò ad essere tale solo dopo lunghe traversie.
A metà Ottocento la Piazza Santo Stefano era chiamata anche ‘piazza del gesso’, perché vi si trattava il gesso, ma anche carbone, ghiande,
vino, aceto, fino alle barbatelle. Poi cominciarono ad essere venduti anche i generi alimentari. Nel 1922 la Piazza, che allora divenne piazza
Malaspina, fu destinata a mercato del pollame, delle uova, dei conigli e delle foglie secche di pannocchia. Ma per poco. Al fine di dare una
nuova e più razionale disciplina e rilocalizzazione ai mercati cittadini il Sindaco disponeva che dal 1° gennaio 1925 nella piazza sarebbero
stati messi in vendita formaggi e latticini in genere, pesce fresco, secco e salato, conserve in scatola ed altri commestibili, oltre a candele e saponi, sottraendoli a Piazza Vittorio Emanuele (oggi Piazza Gavino Lugano), da dove si alzarono vibrate proteste.

Senonchè una successiva delibera podestarile stabiliva che dal 7 aprile 1929 il mercato delle uova e del pollame doveva essere trasferito da Piazza
Malaspina al cortile dell’ex-chiostro della Trinità. Fu allora una sollevazione generale da parte dei commercianti e dei negozianti di Piazza Malaspina e dintorni, che ritennero il provvedimento un atto punitivo verso quella zona della città ed una fonte di gravi danni economici.

Fu inviato un esposto al Podestà sottoscritto da tutti gli esercenti della zona, chiedendo la revoca di quella decisione. Ma in calce all’istanza, conservata nell’archivio storico della città, si legge una breve, perentoria annotazione a matita del Podestà: “Confermato il provvedimento preso per il trasporto del mercato alla Trinità”. Punto e basta. Da allora piazza Malaspina perse polli e uova, ma divenne la popolare ‘Piazza del Formaggio’ e tale rimase fino a metà Anni Settanta quando le bancarelle dei generi caseari furono trasferiti in Piazza Milano, dove si trovano ancora oggi.

Armando Bergaglio

9 agosto 2015