ospedale - IDirettore, nel salutarLa Le chiedo di omettere il mio nome.
In questi ultime settimana ho notato che qualcosa si muove sul fronte dell’ospedale.Le manovre per disinnescare il ricorso al Tar non sono mai finite ma ora, in particolare, sul piatto della bilancia la regione, o meglio chi tira le fila da roma, mette anche il distretto sanitario.

La mossa come prevedibile, a mio parere, e’ anche la strategia di accorpare la discussione per concedere qualcosa a proposito del distretto, ancora da decidere, a scapito dell’ospedale in quanto tutto ormai deciso e piu’ difficile da modificare.


Non dimentichiamo che il dividi et impera e’ l’arma piu’ forte in mano alla regione; parlare di trentanove sindaci e alcuni comitati significa per la regione la possibilita’ di aprire crepe ovunque facendo leva sulle ambizioni di coloro che giocano, e non e’ una novita’ ma una certezza, su piu’ tavoli perche’ cosi’ facendo molto possono guadagnare per la carriera politica.

O ci siamo gia’ dimenticati cosa abbia significato non presentare il ricorso nei tempi giusti durante la passata amministrazione tortonese?D’accordo sulla collegialita’ ma alla fine e’ il sindaco Bardone, vera ed unica parte in causa, a dover decidere in prima persona e, a mio parere, tenere distinti i due argomenti in discussione e’ la chiave di volta per mettere alle corde Chiamparino e Saitta.

Non fosse altro perche’ in regioni ci tengono tanto ad accorparli.Come gia’ scritto tempo addietro, il futuro politico soprattutto per Chiamparino e non arrivare al Tar; e per questo centrare questo obiettivo la chiave per disinnescare il problema e’ poter nell’ombra agire su quei sindaci che hanno ben altre mire che quelle della sorte del nostro ospedale. Nella vicina Lombardia, con qualche politico con la P maiuscola, sanno molto piu’ di noi come stanno le cose; relazioni importanti garantiscono informazioni precise e puntuali per impostare prima di altri le strategie in difesa dei propri interessi.Come diceva bene l’ex sindaco Berutti i sindaci del verbano sapevano con mesi di anticipo, in verita’ almeno un anno, come avrebbero dovuto muoversi per tutelare i propri interessi a scapito di quelli altrui per gli ospedali.

Grande merito dei sindaci del v.c.o. che saputo coltiva e gestire  le relazioni soprattutto con l’opposizione.  Ma la domanda e’: non si sapeva in comune o non si doveva sapere?

E la domanda ha un suo perche’ o qualcuno ne dubita?  L’unica possibilita’ che abbiamo di far saltare il banco, e non e’ farina del mio sacco, forse e’ quella di offrire come interlocutore unico e privilegiato il nostro Sindaco che, forte del sostegno popolare, andra’ dritto allo scontro finale mettendo in pericolo non tanto il nostro ospedale, gia’ perso nel corso di questi ultimi cinque anni, ma la carriera politica di Chiamparino e la sua cordata.  E tutti sanno quanto Chiamparino, a quanto pare, abbia a cuore il suo futuro politico in ambito nazionale.

Cordiali saluti.

2 giugno 2015