triglione dario - 2ILa tragedia si è consumata domenica pomeriggio nel comune di Bobbio in provincia di Piacenza quando Dario Triglione, 26 anni, residente a Pontecurone originario di Casatisma in provincia di Psvia, si è gettato nel fiume Trebbia e non è più riemerso.

E’ annegato in località San Salvatore mentre si trovava i compagnia di amici per una domenica lontana dal lavoro. Il giovane infatti lavorava nel Tortonese, anche se le sue origini in oltrepo’ erano rimaste forti,in quanto nel tempo libero giocava a calcio per la squadra del Lugavilla.


La tragedia si è consumata sotto gli occhi di diverse persone che hanno cercato di raggiungerlo ma non ci sono riuscite.

Il corpo è stato recuperato dopo qualche ora dai sommozzatori dei Vigili del fuoco. I carabinieri lo hanno fatto trasportare poi all’obitorio per l’autopsia che dovrà stabilire le cause del decesso anche se in questi casi è molto probabile possa essersi trattato di un malore.

 

Dario Triglione era molto conosciuto nel Tortonese: tanti i messaggi di cordoglio sul suo profilo Facebook ma quello che ci ha colpito è il lungo scritto di Enrica Mussini sua grande amica che pubblichiamo integralmente perché molto toccante, insieme ad un foto della ragazza e del giovane appena scomparso.

Tutti gli scritti e le immagini pubblicate sono stati ripresi dal profilo pubblico di Facebook del giovane.

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Enrico Mussini e Dario

Erica Mussini

Io non so quando realizzerò. Forse mai. Forse fingerò che sei davvero partito per quel viaggio e ti immaginerò mentre impari a surfare, come mi hai detto che avresti fatto. Ci siamo visti 3 volte nell’ultimo mese, tutte per caso: i nostri momenti di serendipità, come amavamo chiamarli. Ci eravamo promessi di vederci prima che partissi e che saresti venuto alla mia laurea. L’ultima volta ti ho visto qualche giorno fa in Duomo, ma tu non mi hai visto e io ho fatto l’errore di non chiamarti per salutarti. Ho pensato, “poi gli scrivo…”, guardandoti camminare con un tuo amico dallo specchietto retrovisore della mia macchina. Vorrei tornare indietro, correrti incontro, abbracciarti stretto.
Quante cose avrei ancora da dirti, ma ormai è tardi, indietro non si torna. Mi pare di vederti, mentre sorridi sarcastico e mi dici “La vita è una merda cucciola, che ci vuoi fare?”. Sto male, cercando un senso, ma questa cosa un senso non ce l’ha e domani arriverà lo stesso, senza di te. Sto male, pensando ai tuoi occhioni azzurri che si riempiono di paura in quel maledetto fiume. Sto male, pensando che non ti vedrò mai più, che ti cercherò e non ti troverò, se non nei miei sogni e nei miei più bei ricordi. MI MANCHI!! In pochi capiranno come sto, perchè pochi sanno cosa ci legava…I nostri casini, le sofferenze simili, l’eterna insoddisfazione, la ricerca di quel qualcosa che forse nemmeno c’è. Il mio primo, grande, devastante amore, gli abbracci in camera mia al buio ascoltando Vasco, il lasciarti guidare il mio scooter per abbracciarmi a te. Un rimpiattino lunghissimo, dalle medie al 2008, quando ho voltato pagina, ma senza comunque cancellarti, perchè tu c’eri ancora, anche se in modo diverso, ti ho sempre voluto nella mia vita. Vedersi e scriversi, con la consapevolezza nostalgica di un amore che ormai si poteva solo rimpiangere e ricordare, perchè le strade prese erano diverse, ma è stato bello riuscire comunque a non perdersi del tutto. Ti ho sempre detto che su di me potevi contare in qualsiasi momento, io che con la mia sindrome da crocerossina ti volevo salvare…Sei in tantissime pagine dei miei diari segreti, sei nel quaderno che ho scritto per te, una lettera al giorno, sei nella canzone che ho scritto per te, nei diari di scuola, nei racconti di un amore che tutte, ma proprio tutte, sognano di vivere a 16 anni, perchè era come un film, io, la ragazzina ingenua e perbenino con te, ribelle un po’ scapestrato, molto più esperto, tanto furbo da cavarsela sempre. Tu che amavi la mia innocenza e la mia purezza, che mi dicevi che ero diversa, che meritavo di più. Sei nel 6 febbraio, nelle canzoni di Vasco e degli Articolo 31 che mi hai fatto tanto amare. Non ti ho mai immaginato vecchio, eterno Peter Pan, ora resterai giovane per sempre.
Ho un enorme rimpianto, quello di non averti mai detto a voce alta “Ti amo” quando era il momento, e Dio solo sa quante volte l’ho pensato. Ma non volevo sembrarti un’idota, debole e sdolcinata, volevo fare la “spessa”! Mi consola pensare che tu comunque l’hai sempre saputo e più volte mi hai chiesto se ti amassi ancora. Sapevi quanto ti avevo amato e sapevi quanto ora ti voglio bene, e i sentimenti vanno oltre le nostre fragili vite. Mi fai un male lasciandomi che non puoi immaginare…mi ripiglio per 5 minuti, poi penso “Non lo vedrò mai più!” e ripiombo nel buio e nelle lacrime…Riporto qui alcuni dei messaggi che ora più di tutto mi significano qualcosa…e due delle decine di pagine di diari che parlano di te…perchè io non parlo di te…SEI NELL’ARIA! Quanto è vero, ora più di prima! Sappi che seguirò il tuo consiglio, quello sul dono e sull’anima, lo farò te lo prometto!! E cercherò il meglio per me, come mi dicevi tu di fare! Tu…sarai per sempre nei sogni miei, sei il più bel fiore che io possa tenermi vicino…Sei parte della mia vita, sei parte di me. Per sempre, Dario…

GLI ALTRI COMMENTI DEGLI AMICI 

Enrico La Rocca: Non riesco a pensare ancora che sia successo , tutte le nostre giornate passate a raccontare le nostre vite e i nostri gusti , pensare che fino a giovedì eri a casa mia , e poi succede tutto quando meno te lo aspetti.
Ma per me rimarrai sempre il migliore.

Giuppy Clarizio: ancora non riesco a crederci….riposa in pace e prenditi cura di tutti noi da lassù..soprattutto prenditi cura del tuo bellissimo Romeo.

Alessio Tony Marcone: Caro amico mio, ci siamo conosciuti grazie alla cosa che più ci appassionava, ma il bello di te era del fatto che sorridevi ogni momento della giornata, che si vinceva o si perdeva tu sorridevi e pensavi al futuro, eri sempre disponibile ai tuoi amici, amavi tuo figlio insegnandogli le cose belle del mondo. Ora la parte brutta del mondo ha preso te e qui nessuno ci può ancora credere. Amico mio…

Antonio Zito: Ciao Dario…ieri te ne sei andato all’improvviso..una lama di ghiaccio in pieno petto che mi ha gelato il cuore…veloce come il tempo che ci hai messo a lasciare un enorme segno nella mia vita…Tu mi hai insegnato a vedere le cose come non ho mai fatto in 27 anni..sei stato una luce immensa..ora vivi proprio in quelle cose che mi hai trasmesso ed insegnato ad amare…sei nella natura…sei nella luce del sole e negli alberi…sei nel vento e nella musica…sei nel sorriso delle persone e nei sogni che ognuno vuole realizzare..i sogni in cui tu ci hai insegnato a credere…sei nei gesti buoni e nelle cose più pure…sei nelle poesie che scrivevi…sei energia…sei in tutte queste cose in cui tu credevi e per le quali lottavi..e che sei riuscito a trasmettere a me e a tanti altri come solo tu sapevi fare…per questo posso solo dirti grazie amico mio…fratello…nulla di ciò che hai donato a me e alle persone che ti hanno capito verrà perduto…

29 giugno 2015