porta - 2IUn nuovo soggetto politico si presenta nella nostra provincia:  il Progetto Rete Civica Popolare. Uno dei suoi elementi di spicco è Maria Rosa Porta, attuale consigliere comunale di minoranza a Novi, nella scorsa Amministrazione con Sindaco Lorenzo Robbiano Presidente del Consiglio Comunale, Consiglio Comunale del quale fa parte dal 1999, più volte candidato sindaco. A lei chiediamo di fornirci qualche informazione sul Progetto Rete Civica.

 

1) Partiamo dalle recenti elezioni amministrative svoltesi in Emilia Romagna dove il primo partito è stato quello del non voto e quindi dell’insofferenza delle gente verso i partiti politici. Perchè, in questo momento, creare un nuovo soggetto politico?

L’astensionismo è un segnale di protesta verso i partiti e il sistema della casta  che questi tollerano e tutelano. Noi riteniamo si debba ripartire con la politica dai “livelli bassi”: le amministrazioni locali sono l’espressione di democrazia diretta e partecipativa più vicina alla gente ed ai suoi bisogni e necessità. La partecipazione qui sembra avere ancora un senso e chi partecipa a questo progetto è cittadino o amministratore locale. Per ora il progetto unisce due movimenti civici territoriali quello Civico Popolare, rappresentato da me, da Nando Tempesta e  da Gianni Viano che opera sul territorio del novese, dell’alessandrino, dell’ovadese e dell’acquese e quello del Movimento Progetto Piemonte rappresentato da Massimo Iaretti che opera nel casalese e che sta cercando, grazie all’impegno di un giovane consigliere,  di contaminare anche l’astigiano e l’area di Valenza.

 

2)Perche i nomi “Progetto “ e “Rete”? Vi fondate nella vostra azione sul web come il Movimento 5 Stelle?

No, non pensiamo solo al web. Per farmi capire meglio vi voglio invitare ad entrare nell’ossatura delle due parole PROGETTO – RETE.

“Progettare”:  pensare, elaborare un orizzonte possibile e praticabile, capire in che direzione di debba procedere per quello che siamo, senza dimenticare cosa siamo stati e cosa potremmo essere.

Chi siamo? Persone comuni , amministratori locali, giovani e non che mettono  passione in ciò che fanno e che credono  possa esserci ancora un senso nel fare politica.

Chi siamo stati? Alcuni di noi hanno rappresentato e sono stati eletti tra le fila di partiti “ tradizionali”. La strada che abbiamo percorso e di cui riconosciamo ogni passaggio ci ha portato oggi a cercare risposte in altre forme di democrazia diretta.

Cosa potremmo essere? Un riferimento per quanti insieme a noi vogliono continuare ad occuparsi  di cosa pubblica ma non si riconoscono in un partito.

Perchè il progetto non si trasformi in una entità astratta o peggio utopica è necessario tessere Reti di raccordo territoriale, pluriculturali, poliedriche che si lascino permeare da buone pratiche che non necessariamente devono venire dal mondo della politica. Noi vorremmo venissero dai cittadini, dalle associazioni, dal territorio, che molto hanno da dire in questo senso per arrivare ad una gestione condivisa, negoziata , con un fine comune.

 

3)Avete definito il Progetto Rete Civica Popolare come apartitico: come può esserlo vista il retroterra politico e di conseguenza partitico di alcuni suoi esponenti?

Il cambio di prospettiva è il modo in cui si possono coniugare le diversità: principi democratici come ad esempio il diritto al lavoro, alla sicurezza, alla salute non sono né di destra né di sinistra ;  la nostra azione è rivolta a  ridare sovranità al cittadino, a promuovere la cultura della trasparenza come antidoto alla corruzione e come premessa e strumento di partecipazione reale,a perseguire la semplificazione, a promuovere la formazione del cittadino che in una fase in cui la politica si fa globale si delinea come attore principale del processo, attore che non può però non conoscere cosa e come fare.

 

4)Il “Progetto Rete Civica Popolare” intende dare voce ai  cittadini? Come? In che modo? E che cosa intendete per operazione di educazione civica della società e della classe politica?

Si tratta di una sfida culturale che ruota su due parole chiave: cultura civica e cittadinanza.  Conoscenza come perno di dinamiche virtuose capaci di modificare  atteggiamenti. Primo atto: invitare i consiglieri comunali dei comuni della provincia a farsi promotori di iniziative di formazione per cittadini che desiderano capire da vicino come funziona la macchina comunale. Personalmente ho pronta una mozione che presenterò nei prox. gg  al consiglio comunale che impegna i consiglieri eletti a promuovere una serie di incontri nelle scuole cittadine  che permetta ai giovani di conoscere e confrontarsi con loro  direttamente.

 

5)Parafrasando il titolo di un progetto governativo avete presentato il documento del Buon Governo: quali ne sono i contenuti principali?

Dare risposte  alla necessità di profondo rinnovamento della classe politica, rinnovamento che non è semplicemente anagrafico ma di metodo partendo dalle indicazioni e dai fermenti provenienti dalla cosidetta “ società civile”.

Obiettivi prioritari:

·         collegamento tra tutte le realtà istituzionali e i cittadini anche attraverso scambi di informazioni, esperienze, buone pratiche.scambi

·       essere presenti con proprie liste o in collegamento agli appuntamenti elettorali

·         sostenere tutte le forme di democrazia diretta

·         incentivare la partecipazione alla vita politica dei cittadini e coinvolgere gli amministratori di tutte le realta provinciali a partire dalle più piccole.

 

6)Progetto Rete Civica Popolare: ha un’area politica ben precisa nella quale collocarsi? Se, come sembra, intende collocarsi in un’area moderata non pensa che questa sia già abbondantemente presidiata dal Pd di Renzi?

Renzi dice anche che  in politica bisogna osare e noi lo stiamo facendo. Vogliamo fare la nostra parte in Provincia come moderati se in questo termine  identifichiamo  chi svolge o segue una linea politica lontana da estremismi ma anche come riformisti se vogliamo parlare di chi intende cambiare l’amministrazione pubblica o  conservatori se parliamo ad es. di famiglia.

 

7)Il Progetto Rete Civica Popolare con quali forze politiche intende collaborare? Con le Liste Civiche od a un più ampio spettro?

L’attuale momento impone di superare visioni preconcette e settaristiche che, di fatto, portano unicamente ad un arroccamento su posizioni ed interessi di parte. Siamo favorevoli ad un confronto su idee e metodi  che, secondo noi, sono invece alla base di ogni democrazia.

 

8)Leggo della creazione, anche se soprattutto nei Comuni minori, di un bilancio partecipato. Cosa si intende per bilancio partecipato e perchè nei Comuni minori?

Il Bilancio partecipato è una forma diretta di partecipazione che consiste nell’assegnare una quota di bilancio alla gestione diretta dei cittadini. I quali, così, interagiscono con l’amministrazione ed indirizzano i soldi dove ritengono ce ne sia più bisogno. Partire dai Comuni minori può rendere più immediata la sua realizzazione. Per quanto riguarda Comuni come Novi  chiamerò la  maggioranza  ad esprimersi su quella che da tempo credo sia una necessità della nostra città: riaprire la questione dei Comitati di quartiere per arrivare al bilancio partecipato.

 

9) Il Progetto Rete Civica Popolare è a livello provinciale e non solo ma un tema caldo di questi tempi è la riorganizzazione della Rete ospedaliera. Tortona mugugna, Acqui protesta, Alessandria ha il suo “hub” di riferimento, sembra che Novi abbia vinto. In questo contesto non c’è il rischio per la Rete Civica Popolare di spaccarsi fin dall’inizio per dare voce alle esigenze dei propri territori?

C’è bisogno di un approccio pragmatico alle tematiche ed ai problemi emergenti del territorio e non solo in tema di sanità. Deindustrializzazione, occupazione, trasporti, difesa dell’ambiente e del suolo, drastica riduzione degli uffici giudiziari, invarianza dello stato del “welfare”, interventi a favore dell’agricoltura, della collina e della montagna sono tutti temi di carattere sovracomunale che andranno affrontati con la consapevolezza che non si potrà avere tutti  sempre tutto. L’importante è non far passare un progetto di tagli senza senso per un progetto di riorganizzazione. Un esempio pratico:  chiudere il Pronto Soccorso di Ovada senza preoccuparsi però di riorganizzare e potenziare quello di Novi, che oggi serve un’area vasta di utenti,  non fa bene neppure al San Giacomo, crea solo problemi al cittadino e agli operatori.

 

10) Avete già in scaletta delle iniziative da attuare?

Partiremo informando ufficialmente i Consiglieri Comunali eletti nel nostro territorio della nostra iniziativa invitandoli ad una serie di incontri che intendiamo promuovere nei vari Consigli Comunali. Speriamo di ottenere la disponibilità di molti per poter organizzare dei Corsi di cultura civica da effettuarsi nei prossimi mesi. Il 2015 sarà un anno di intenso lavoro in preparazione di appuntamenti importanti: insomma sentirete ancora parlare di noi.

Maurizio Priano

8 dicembre 2014