vino - ELa DOC Colli Tortonesi è entrata in vigore nel 1973 disciplinando due vitigni, Barbera e Cortese, i più coltivati allora come oggi.

Oggi il tortonese, da secoli generoso produttore di uve e vini semilavorati, è riuscito a cambiare marcia e i tutti i suoi vitigni godono di considerazione sia in Italia che all’estero. Attualmente si contano oltre trenta realtà vitivinicole imprenditoriali, con cantine radicate nei comuni tortonesi, con vini ottenuti da uve di vigneti tortonesi e con un marchio aziendale che in contemporanea esprime orgoglio ed appartenenza.

Il Consorzio per la Tutela dei Vini, che ho l’onore di presiedere dallo scorso anno e che rappresenta tutte le realtà produttive del territorio, si è posto lo scopo di traghettare il mondo della vite e del vino tortonese verso obiettivi ambiziosi, per agevolare la burocrazia – spesso pesante -, favorire nuove opportunità e realizzare una sinergia effettiva e vincente.

Nel novembre 2014 il Ministero delle politiche agricole ha autorizzato il Consorzio al controllo della denominazione. Si è intrapresa dunque una strada fondamentale, già avviata con successo in altre realtà, che permetterà lo sviluppo di un concetto nuovo e rivoluzionario per le nostre vigne, per le nostre cantine, per i nostri colli: “erga omnes”, ossia verso tutti.

L’associazione dei fruitori dell’istituto della DOC al Consorzio – e stiamo parlando di oltre 30 aziende – potrà portare benefici non solo al comparto vitivinicolo, ma anche al mondo rurale, ai ristoratori, ai turisti che frequenteranno il nostro territorio nei prossimi anni. Collaborare con una rete di cantine distribuite in tutti i   42 comuni della DOC facente capo a Tortona darà forza a quegli artigiani, del gusto, del mobile, del mattone, del ferro che sono e saranno il punto forte del tessuto economico dalla nostra zona, senza dimenticare il commercio, l’industria e l’ospitalità locale che a nostro avviso non potranno che crescere. Non dimentichiamo, tra l’altro, che i Colli Tortonesi si sono recentemente ampliati verso la Val Borbera, che rappresenta la sottozona “Terre di Libarna”, dando ulteriore forza alla denominazione.

Inoltre con il contributo di tutti i fruitori della DOC (attuazione dell’“erga omnes”) il Consorzio potrà avere una maggiore forza che permetterà di avviare varie attività – tra cui un servizio di verifica etichette (per evitare multe inutili agli associati) – e di avere accesso a contributi dell’Unione Europea.

Siamo convinti che in un momento difficile ma propulsivo come quello che stiamo vivendo questa scelta porterà soltanto dei vantaggi. Al fine di informare tutte le realtà sull’utilità di questa iniziativa e delle altre che il Consorzio sta attuando (in primis la lotta alla flavescenza dorata, che va affrontata confrontandosi necessariamente con la base produttiva), il Consorzio ha aperto i propri consigli a tutta la base associativa, in modo che le scelte strategiche siano condivise e che i grandi messaggeri di questa terra possano assumere una coscienza sociale che garantirà un seguito oltre che produttivo anche politico a questa grande avventura che il territorio tortonese sta intraprendendo.

 Stefano Bergaglio – Presidente Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi


29 dicembre 2014