Quasi 4 mesi di campagna elettorale: per il Pd, che ha effettuato anche le elezioni primarie, molto di più. Come giornale abbiamo cercato di essere imparziali senza favorire nessuno, tralasciando critiche ed elogi, ma adesso che è tutto finito ci sembra doveroso stilare il bilancio di questi quattro mesi “di passione” che hanno coinvolto tantissimi tortonesi.

 

Tortonaincomune: La Sinistra estremista è morta?

Una delle sconfitte più cocenti è stata per Stefanella Ravazzi, già consigliere comunale di Rifondazione Comunista si è candidata a sindaco di Tortona ed ha ottenuto solo 252 voti, la sua lista solo 232. Se sommiamo questo risultato con quello ancora peggiore di Sel (142 voti) bisogna prendere atto che la Sinistra estrema a Tortona ormai è morta e sepolta.

 

Nuova Tortona: delusi ma non troppo?

C’era molto entusiasmo all’inizio intorno a questa lista Civica che cinque anni fa era rimasta fuori dal Consiglio comunale. Fabio Morreale, istrione dell’associazionismo si presentava come sindaco: qualcuno tra i simpatizzanti, ipotizzava di andare addirittura al ballottaggio; più realisticamente, invece, si pensava ad un successo intorno al 10%. Molti di coloro che avevano dato la loro adesione speravano di diventare consiglieri comunali, ed intatti, qualcuno dopo il risultato dl primo turno è rimasto fortemente deluso.

Il consenso che ci si aspettava non è arrivato, ma comunque la lista Nuova Tortona è riuscita a fare un seggio e portare in consiglio comunale il suo esponente di spicco, Fabio Morreale. Il risultato può essere considerato buono anche se tanti sono rimasti delusi.

 

Movimento Cinque Stelle: come Icaro?

Di sicuro hanno subito una sconfitta pesante, anzi pesantissima. Non arrivare al 14% nel Comune dove il loro “guru” Beppe Grillo, tiene l’unico comizio di un certo livello in provincia di Alessandria è un risultato disastroso. Tutti i simpatizzati dei Cinque stelle erano convinti di andare al ballottaggio contro Bardone e lo erano talmente che già preannunciavano possibili inciuci tra destra e sinistra pur di non far vincere loro. I grillini, in Italia hanno pagato la politica dell’antitesi: contro tutto e contro tutti, ma a Tortona l’hanno pagata ancora di più. Hanno fatto una campagna elettorale solo sul web snobbando i giornalisti e il mondo dell’informazione. Sono stati sempre contro e quasi mai per. E chiaramente non si può governare una città se il primo intervento è sempre la critica, contro tutto e contro tutti.

Erano fortemente convinti di fare meglio e il loro slogan “vinciamo noi” certo non li ha aiutati, e quando si vola troppo in alto, troppo vicino al sole si finisce per cadere come Icaro, e più elevata è l’altezza e più pesante sarà la caduta.

I grillini comunque hanno ottenuto due consiglieri comunali con possibilità di accesso agli atti, di sollevare problemi, ma anche di fare proposte concrete per migliorare la qualità della vita a Tortona. Hanno quindi la possibilità di dimostrare quanto i tortonesi hanno sbagliato a non votarli. Vedremo cosa saranno in grado di fare.

 

Il Centro Destra: trombati eccellenti

Giorgio Musiari, Laura Castellano, Federico Chiodi e Daniele Calore solo per rimanere agli assessori uscenti che non sono stati riconfermati, a cui si aggiungono tanti altri nomi eccellenti come i consiglieri comunali uscenti che non torneranno in consiglio comunale. Soltanto Bonetti e Ferrari Cuniolo, infatti, siederanno nella massima assise cittadina, tutti gli altri consiglieri dell’attuale maggioranza andranno a casa.

Pesante il flop della Lega Nord che alle europee a Tortona ha ottenuto l’ 8,54% e alle elezioni comunali solo il 4,15% cioè meno della metà. Da 1.217 persone che hanno votato il carroccio alle europee, soltanto 585 hanno scelto di votare il partito anche alle comunali. Questo può significare che non è l’idea della Lega ad aver causato l’emorragia di voti, ma evidentemente le persone che in città l’hanno portata avanti. Il segretario Rossana Boldi ha fallito. Si dimetterà?

Sempre nel centro destra ha fatto un certo effetto il ritorno dell’ex vice sindaco Pierpaolo Cortesi che per 15 anni è stato leader del centro destra: niente da fare, anche lui rimarrà a casa.

 

I Peones: al lavoro per la causa

In politica sono chiamati così, coloro che vengono chiamati dai partiti e messi in lista anche se sono praticamente degli sconosciuti e non avranno alcuna possibilità di essere eletti. Chi li chiama fa leva sul loro amor proprio, sulla voglia di attivarsi per il bene comune o su quella di andare sotto i riflettori e diventare famosi per qualche giorno con la propria foto sui manifesti o sui giornali locali.

In cambio a loro viene chiesto di attivarsi, di spendersi in prima persona per fare adepti. In campagna elettorale vengono utilizzati per portare acqua al mulino del candidato più importante della lista o del partito di cui fanno parte e ovviamente del candidato più importante. Per il comune alla carica di sindaco.

Tortona non ha fatto eccezione: tanti infatti sono stati coloro che si sono adoperati far vincere questo o quel candidato e molti di loro, dopo i brevi momenti di notorietà ritorneranno nell’oblio.

Tutti ovviamente saranno ringraziati dai politici che sono stati eletti e questo può essere considerata la loro ricompensa finale.

 

Giuseppe Bottazzi: un uomo solo non è bastato

Era l’unica persona nuova in uno schieramento fatto di politici consumati, di tanti esponenti dell’Amministrazione comunale uscente che sarebbero ritornati in Comune se avesse vinto lui.

Prima di adesso era praticamente sconosciuto perché il suo lavoro lo aveva portato spesso fuori città.

Abbiamo avuto modo di conoscere l’uomo Bottazzi in queste settimane ed abbiamo avuto modo di apprezzarne le qualità e l’amore genuino per Tortona. Bottazzi credeva nella vittoria ed ha lavorato duro, credeva che l’essere candidato sindaco fuori dalla politica potesse essere sufficiente, ma così non è stato: i tortonesi nell’andare al voto, si sono evidentemente ricordati di tutte le cose negative fatte dalla coalizione guidata dal sindaco Massimo Berutti: la chiusura del tribunale, il ridimensionamento dell’ospedale quando l’assessore regionale alla sanità era del suo stesso partito e poi l’illuminazione pubblica tagliata, l’università che sembrava destinata alla chiusura poi salvata, le proteste della gente per l’aumento delle tasse e dei costi per i servizi a domanda individuale, il problema dell’acqua potabile non pagata dai nomadi, quello del Piano scolastico fatto, rifatto e poi rivisto e riveduto, l’ex carcere che doveva diventare enoteca regionale, il teatro Dellepiane mai ultimato e pure depredato dai ladri, la protesta popolare con decine di pullman a Torino contro il ridimensionamento dell’ospedale poi sfumata, la Farmacom dichiarata illegittima, i controlli e le udienze davanti alla Corte dei Conti e altri piccoli “intoppi” che al momento non ci vengono in mente, tutti problemi molto gravi che hanno lasciato il segno nei tortonesi.

Non è bastato presentare un uomo nuovo: dietro di lui c’erano coloro che, per molti cittadini hanno messo in ginocchio Tortona.

Di Bottazzi non ci sono piaciuti gli ultimi giorni: la lettera inviata alle famiglie dove si attaccava sul piano personale Bardone può essere considerata una scadimento di stile. Vero, non l’ha firmata lui ma l’ha condivisa, anche se sappiamo che non è stata sua l’idea né lui l’ha scritta ed anzi, conoscendo la persona crediamo che, se fosse dipeso da lui, non avrebbe mai scritto cose simili perché lo riteniamo uomo corretto, ma evidentemente qualcuno deve averlo convinto ad accettare. A molti, quella lettera è sembrata l’ultimo disperato tentativo di raddrizzare una situazione quasi compromessa.

Abbiamo augurato a Bottazzi di non lasciare l’incarico di consigliere ma di continuare a lavorare per Tortona dai banchi dell’opposizione perché il suo amore per la città non si discute e Tortona ha bisogno di figli come lui disposti a mettersi in gioco per il bene collettivo.

 

Il Partito Democratico: tutto pur di vincere

Dopo 15 anni ha riconquistato Tortona. Non è stato facile: c’è stata una mobilitazione notevole iniziata oltre un anno fa e ci sono state molte lotte intestine con chi ha cercato in tutti i modi di monopolizzare la situazione prima di arrivare alle elezioni Primarie.

Il partito ha rischiato di non farcela, ma dopo la vittoria di Bardone alle Primarie c’è stata una vera e propria mobilitazione e tutti hanno remato nella stessa direzione per fare in modo che questo accadesse.

Pur di vincere il Centro Sinistra ha accolto persone che fino a poco tempo fa erano nell’altra sponda,  esponendosi alle critiche del Centro destra. Francamente avevamo qualche dubbio sulla bontà di questa scelta, ma i fatti hanno dato ragione al PD.

 

Gianluca Bardone: la serietà ha pagato

Forse Gianluca Bardone non era il candidato ideale che avrebbe voluto il Pd: è dipendente pubblico quindi dovrà conciliare il lavoro di ispettore dell’Asl con quello di primo cittadino e per sua stessa ammissione non ama stare sotto i riflettori (e questo in politica non è un aspetto positivo) ma è stato lui quello scelto dalla gente.

Poco incline al palcoscenico, Bardone ha saputo conquistare i tortonesi con la sua serietà, una scelta che alla fine ha pagato, così come quella di non rispondere piccatamente alle polemiche ma scegliere il basso profilo del lavoro e dei programmi.

Vista la persona e le scelte fin qui operate anche a livello di aiuti ed alleanze, ci aspettiamo un sindaco che faccia della legalità, della correttezza e della trasparenza, elementi cardine del suo mandato.

 8 giugno 2014

5 stelle vinciamo

Foto di Nadia Azzaretti – Tortona