Un 2012 difficile per la congiuntura industriale alessandrina.

Il calo iniziato a fine 2010 ha preso segno negativo a inizio 2012, e così ha proseguito fino alla fine dell’anno, pur registrando un lieve segnale di ripresa (superiore alla media regionale e in linea con il trend nazionale) nel IV trimestre, grazie al traino dell’export.


Questo è quanto emerge dalla 165ª indagine congiunturale sull’industria manifatturiera realizzata dalla Camera di Commercio di Alessandria in collaborazione con gli uffici Studi delle Camere di Commercio piemontesi. La rilevazione è stata condotta nei mesi di gennaio e febbraio 2013 con riferimento ai dati del periodo ottobre-dicembre 2012, e ha coinvolto in provincia 162 imprese industriali, per un numero complessivo di oltre 7.000 addetti e un fatturato di oltre 2,3 miliardi di euro.

“Produzione in calo, investimenti fermi. I lievi segnali in ascesa dell’ultimo trimestre del 2012 non sono sufficienti, e l’export non può essere l’unico appoggio per oggi e per il futuro”, commenta Piero Martinotti, Presidente della Camera di Commercio di Alessandria.

“La Regione e il Paese sono in una situazione di profonda recessione .  prosegue il Presidente Martinotti – e dato che l’economia lavora su tempi lunghi, sul medio e lungo periodo, è fondamentale agire ora, a livello nazionale, per porre le basi per la ripresa: la liquidazione dei crediti delle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione,  una politica industriale che guardi da qui a 10 anni, una rivisitazione della tassazione, sono manovre da fare subito per far crescere le nostre aziende nei prossimi anni, e per riportarle in vita nell’immediato”.

L’ultimo trimestre del 2012 registra flessioni su tutti i principali indicatori dell’industria manifatturiera, fatta eccezione per il fatturato estero, che segna un debole segnale positivo (+0,2%).

12 marzo 2013