E’ il momento per alzare gli scudi a difesa e valorizzazione del trasporto ferroviario locale dell’Acquese e per estensione del vicino Ovadese e Nicese : vale il principio dei vasi comunicanti .

I ritardi sulle quattro linee ferroviarie che servono la città di Acqui Terme e tutto il suo comprensorio sono sempre più consistenti e molti degli utenti non risparmiano strali durante il percorso. E’ giusto intensificare i controlli dei biglietti da parte del personale per evitare il fenomeno dei cosiddetti “portoghesi” ma è anche giusto che il sempre più esoso esborso dei clienti di Trenitalia per le corse verso Alessandria, Nizza-Asti, Ovada-Genova, Savona e Alessandria vengano in qualche modo calmierati, attraverso il contratto dei servizi che la Regione Piemonte stipula con Trenitalia.

L’Associazione Pendolari dell’Acquese con il suo presidente Alfio Zorzan, nei giorni scorsi, presso la sede dell’Assessorato Trasporti della provincia di Alessandria ha partecipato ad una riunione della Consulta per il Trasporto Pubblico Locale, con all’ordine del giorno le problematiche del trasporto ferroviario e su gomma del nostro territorio.

Quella di Alessandria sia stata la prima riunione di Consulta con l’Assessore ai Trasporti della Provincia di Alessandria Comaschi che ha avuto modo di venire in contatto con le diverse realtà del territorio della Provincia; è stato sottolineato che l’esteso comprensorio acquese-alessandrino è cerniera con le Regioni limitrofe di Lombardia e Liguria, dove si registrano le maggiori criticità come ampiamente esposto dai rappresentanti locali delle Associazioni Pendolari di Acqui e Novi .

La rappresentante di Trenitalia Piemonte ha esposto le problematiche soprattutto finanziarie e di rapporti con la Regione Piemonte, per garantire un servizio adeguato. Trenitalia sta studiando il cadenzamento orario, come fatto nel cuneese recentemente, anche per l’astigiano e l’alessandrino.

Il progetto, che provocherà un radicale cambio dell’offerta e delle abitudini di viaggio anche per le zone più periferiche come l’acquese, deve purtroppo fare i conti con i tagli previsti di 117 milioni di Euro per l’anno in corso, che se non verranno garantiti provocherà un diminuzione pesante, delle corse da giugno prossimo .

L’Associazione pendolari dell’acquese ha esposto la preoccupazione degli utenti della Val Bormida che hanno visto la cancellazione di due importanti corse in orario pendolare. Nel corso della riunione è stata inoltre confermata la tariffa integrata ARFEA/Trenitalia per i servizi tra Acqui e Alessandria che alcune “voci” dicevano che sarebbe stata soppressa così come i servizi, compreso il diretto per Torino, sulla direttrice per Asti.Inoltre in merito alla tratta Acqui-Torino, è stato detto però che quando ci sarà il cadenzamento sulla direttrice tra Torino e Asti, anche le corse della linea da Asti ad Acqui subiranno degli aggiustamenti per sincronizzarsi al cadenzamento, senza garanzie del mantenimento del collegamento diretto su Torino.

Se ciò capitasse ,ci sarebbe una grave e onerosa ricaduta sull’acquese.

Matteo Ravera – Fratelli d’Italia

 20 marzo 2013