A Casale Monferrato è attivo, grazie ad una Convenzione firmata nel 2006, di durata decennale, il corso di laurea triennale in Economa e amministrazione delle imprese, decentrato rispetto alla sede istituzionale di Novara. A esso si sono immatricolati 69 studenti nel corrente anno accademico; il numero totale degli iscritti ammonta a 194.

Purtroppo le istituzioni casalesi non possono far fronte alla maggior spesa di 335 mila Euro per mantenere attivo il corso di laurea, per cui l’Università del Piemonte Orientale provvederà alla disattivazione graduale del corso;


Nell’anno accademico 2013-14 non saranno previste le immatricolazioni, ma saranno attivi il 2° e il 3° anno; nell’anno 2014-15 sarà attivato solo il 3° anno. In questo modo viene garantita agli studenti gia iscritti la possibilità di concludere il corso di studi a Casale.

Per tenere viva la presenza universitaria in Casale Monferrato, l’Università ha deliberato l’attivazione di un Master totalmente finanziato dalla Regione Piemonte e risultato tra i vincitori del Bando del Fondo Sociale Europee 2007-13 – Asse IV. Si tratta di un percorso di studi di primo livello, annuale, ritagliato su misura sulle problematiche bio-ambientali, sanitarie, sociali, giuridico-economiche del territorio casalese: «Analisi e gestione di rischi da rifiuto contenente amianto per l’ambiente e Ia salute».

II Master ha ottenuto un finanziamento di 95 mila Euro e potrà partire già dal prossimo aprile; sarà interdipartimentale e coinvolgerà i docenti del Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica, della Scuola di Medicina e del Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze politiche economiche e sociali. La direttrice sarà la professoressa Caterina Rinaudo, ordinario di Mineralogia.

«La decisione di chiudere un corso di laurea – dice il Rettore dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Avogadro”, Cesare Emanuel – non è mai facile, né allegra. Quello attivo da anni a Casale, oltre tutto, andava bene, con un discreto numero di iscritti e un positivo grado di soddisfazione. Con tutta la buona volontà, però, la recente riforma Gelmini, i decreti ministeriali sull’accreditamento e i tagli dei finanziamenti non ci hanno lasciato alcuna via d’uscita. La maggiore spesa prevista non può essere sostenuta né dall’Università né dal Consorzio che ci ha affiancato con mezzi, sensibilità e costanza. Abbiamo voluto mantenere la presenza universitaria a Casale con un Master, per non spegnere del tutto la fiammella della speranza nel futuro, che, peraltro, deve essere alimentata da un concorde e corposo pensiero diffuso, che possa frenare questo tentativo di ri-centralizzazione dell’educazione superiore: dannoso e polveroso come le cose del passato e non proiettato verso il futuro.»

 14 marzo 2013