Un momento della cerimonia

Un momento della cerimonia

Una testimonianza degli esuli Slavi e Dalmati a cui sono intitolati i giardini della ex caserma Passalacqua e il ricordo di un personaggio straordinario come Don Francesco Remotti. Così, Domenica mattina, Tortona ha celebrato il “Giorno del ricordo” di fronte ad una nutrita partecipazione, in un luogo, la ex caserma Passalacqua che ha ospitato migliaia di profughi nel dopoguerra.

La celebrazione si è svolta alla presenza di molti profughi e del Sindaco Massimo Berutti. Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Salvatore Palermo, esule di Pola, che ha raccontato come ha vissuto, all’età di 17 anni, quei tristi momenti e la persecuzione delle foibe, spiegando come su una città di 32 mila abitanti (Pola appunto) ben 28 mila ritornarono in Italia dove peraltro vennero accolti in malo modo. Palermo ha ricordato anche la figura di Indro Montanelli   che definì questi profughi “Italiani due volte: una per nascita e una per scelta”.


Il Sindaco Massimo Berutti ha ricordato che nella tragedia delle foibe sono morte 300 mila persone e ha voluto commemorare la figura di Don Francesco Remotti, il sacerdote che più di ogni altro si è prodigato ad accogliere dei profughi  ospitati nei locali della ex caserma Passalacqua  nel cui cortile è stato posto un cippo alla memoria di questi esuli.

 1o febbraio 2013

Una parte del pubblico presente

Una parte del pubblico presente