E’ la domanda che al giorno d’oggi tutti si fanno. Come contrastare la crisi nel vivere quotidiano? Come si può gestire, con le risorse ed i mezzi disponibili, una stretta economica che attanaglia e opprime non solo singole persone e famiglie, ma intere comunità, enti locali, l’intera nazione?

Eppure c’è chi lo sa fare, e lo fa con risultati visibili, proprio qui, vicino a noi, in una piccola frazione del territorio, Vho.

Fabio Morreale, Presidente della SOMS Vhoese, ci racconta come questo piccolo borgo riesca ad essere ancora ridente, con voglia di vita, di fare e di rapporti umani, quell’espansività che non è solo “di paese” ma che è “nel paese” perchè ne fa parte, visceralmente.

“Devo fare una premessa. Sono cresciuto a Vho” – racconta Morreale – “con la nonna che finito di mangiare, lavava i piatti di fretta per andare alla SOMS. Amo intensamente il mio paese. Col tempo ho capito che quello che per me era normale, perchè c’ero cresciuto in mezzo, era un valore da mantenere ben saldo nella vita.I rapporti umani sono la linfa di questa società, sono quelli che ti danno la forza di andare avanti, di combattere insieme per qualcosa, per superare un momento difficile ma sono anche quelli che legano indissolubilmente le persone.”

“E’ questo è il modo di vivere qui a Vho” – continua Morreale “il senso di appartenenza alla frazione, una comunità di persone unita, dove ognuno dà il proprio apporto con gioia, nel bene di tutti.”

I risultati si vedono. Case curate, addobbi natalizi, luci dovunque. Siamo a 4 km da Tortona eppure sembra di entrare in un’altra realtà distante anni luce dal grigiore opprimente che in città si respira, dentro e fuori le persone. Un magico borgo, dove per strada ti salutano con un sorriso anche se non ti conoscono, dove l’importanza di “essere amici, fare famiglia” te lo fanno sentire dentro.

Fabio, come è possibile far vivere alla persone questa serenità, anche in questi tempi sempre più grigi?

La vera ricchezza è il dialogo che esiste tra chi vuole bene, ama intensamente la realtà in cui vive. Noi facciamo tesoro dei bisogni e dell’esperienza di tutti, sia che il nostro interlocutore ha 8 anni oppure 90. Il dialogo è fatto di rispetto, di ascoltare e darsi da fare per mettere in atto un rimedio. Non delle promesse, non delle parole. Dei fatti, che sono le uniche risposte a dei bisogni concreti. Quando dai questo tipo di risposte, la gente vede che lavori per lei, è gratificata, è contenta. Per questo dico che è l’unica risposta possibile.

E sul rilancio economico, valorizzazione della città, iniziative turistiche, qual’è una alternativa al nulla attuale?

Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, abbiamo dimostrato come sia possibile attirare il turismo sul territorio con le sole risorse disponibili. L’esperimento con i turisti milanesi è stato un successo, la visita al borgo, il tour delle aziende agricole locali con spiegazioni sulle coltivazioni, degustazioni dei prodotti locali. I turisti si sono innamorati del paese, e vorrebbero organizzare un nuovo tour quanto prima. Certo, per realizzare iniziative simili occorre coltivare rapporti umani, promuovere e polarizzare l’interesse, ma si può fare, ed è stato fatto.

Il problema vero non è che “non si può fare”, il fatto è che bisogna “saperlo fare”. E’ questione di competenza nel ruolo. La stessa competenza che mettiamo in quello che facciamo, per la nostra frazione, o nella nostra politica, fatta di persone, per le persone. Fatta da chi il proprio territorio lo ama, ce l’ha dentro.

Il prossimo appuntamento a Vho?

La vigilia di Natale, in piazza alle 21, con l’arrivo di Babbo Natale a consegnare i regali ai bambini, ed una cioccolata calda in compagnia per tutti. E per scambiarci gli auguri con sincerità ed amicizia.

Annamaria Agosti

 15 dicembre 2012