Le vendita delle Società partecipate non interessa i consiglieri comunali: soltanto due di loro, infatti, sono intervenuti sulla questione nella seduta del consiglio comunale di Alessandria iniziata poco prima delle 10 di mercoledì mattina. Sono intervenuti solo Lombardi della maggioranza e Locci dell’opposizione, per il resto nessun intervento, nessuna richiesta di delucidazioni od altro, ma solo l’accettazione delle scelte decise dalla maggioranza.

La seduta del consiglio  è iniziata con l’assessore al Bilancio Pietro Bianchi che ha illustrato il Piano delle alienazioni che prevede la vendita praticamente di tutte le partecipazioni: scelta dolorosa dovuta al dissesto finanziario in cui si trova Alessandria.


Bianchi ha detto che si prevede la vendita del 46% dell’azienda dei trasporti (Atm), il 15% di Farmal col mantenimento da parte del Comune del 15%, l’eventuale vendita di Aristor, delle partecipazione nella centrale del latte, nella Società Palazzo Monferrato, Terminal Europa, Aral, Argental e in quasi tutte le altre società partecipate che verranno vendute nel 2013 ad eccezione di Atm e Amag per i quali la vendita verrà effettuata nel 2014.

Fabbio ha criticato la vendita di Farmal che produce utili, ma Abonante ha replicato che non è vero, lasciando aperto il dubbio su chi ha ragione.

Dai banchi della maggioranza è stata ribadita più volte la necessità di privarsi di queste partecipazione azionarie a causa del dissesto con una linea ben precisa: dove il Comune possiede una partecipazione minoritaria, vendere tutto quello che si può perché non c’è possibilità di incidere, per le società di maggior prestigio controllate dal Comune, mantenere il controllo e vendere solo una quota minoritaria.

 19 dicembre 2012