Gli errori fanno parte della nostra vita e li facciamo tutti, ma quando questi errori vengono presi per verità assolute dalla gente che è convita che i giornalisti siano i “santoni” della nostra era, allora forse è il caso di fare una riflessione, di mettere un punto e di fare dei distinguo.

Siamo giornalisti anche noi e chi scrive lo fa da 35 anni ormai e proprio per questo motivo conosce la realtà locale, sa come vengono alla luce certe notizie, sa che la maggiorparte dei giornali ha bisogno del titolo eclatante, per farsi leggere, perché nel suo DNA non esiste il coraggio di dire le cose come stanno, o perché è legato ad interessi politici e commerciali che gli impediscono di scrivere certe cose. Per questo, inevitabilmente va alla ricerca della notizia sensazionale, oppure scrive cose inesatte o presunte tali.


Ci riferiamo a due notizie apparse a poche ore di distanza l’una dall’altra: la prima su un settimanale locale che riporta la cronaca di una serie di furti effettuati al bancomat di un ufficio postale della zona provocando danni di alcune migliaia di euro a molti concittadini malcapitati.

“Bravo il nostro collega – abbiamo pensato- ha una notizia che noi non avevamo.” Purtroppo per i furti o conosci qualcuno che ti informa di quello che è accaduto oppure non puoi scrivere nulla perché non esiste un bollettino dei furti che si verificano nella zona e d’altro canto la media, solo a Tortona, è di una ventina al giorno e nessuno li rende noti.

Però quei furti in serie che il giornalista afferma essere avvenuti all’ufficio postale, peraltro a breve distanza dall’abitazione di chi scrive, ci ha insospettito. Possibile che nessuno ci abbia detto nulla? Possibile che nessuno ne abbia parlatotra i vicini di casa e nella zona?

Così abbiamo fatto una piccola indagine chiedendo lumi alle Poste e ai Carabinieri e, secondo quando ci hanno riferito, si è verificato un solo furto per poche centinaia di euro e il postamat è stato già cambiato. Non migliaia e neppure molti cittadini. Uno!

Ma chi ha ragione? Il giornalista o le fonti istituzionali?

 

Altro episodio: riguarda un giornale on line di Alessandria, tra i più accreditati e (guarda caso) un altro giornalista, sempre Tortonese: che scrive che la donna investita dal treno a Pontecurone aveva una figlia e lo scrive con assoluta certezza, quando sarebbe bastata una semplice telefonata alle istituzioni, come abbiamo fatto noi, per avere delle informazioni giuste e precise ed apprendere che di figli ne aveva tre.

Che dire? Pressappochismo? Voglia di strafare trovando la notizia dove non c’è o arrivare primi pur scrivendo amenità a raffica?

Non lo sappiamo e non ci importa. Questo articolo è solo per ribadire che ciò che scrivono i giornalisti non è Vangelo, non è la verità assoluta ma, a volte è solo un punto di vista. E spesso neppure giusto.

 11 novembre 2012