Per iniziativa del Gruppo ambiente e la collaborazione del Comune, è stata restaurata la cappella Luraghi, la prima a sinistra entrando nel cimitero del paese. Una lodevole iniziativa che attesta riconoscenza nei confronti di un personaggio castelnovese da non dimenticare.

Questo il testo del pannello addossato al cancello d’ingresso.


LA CAPPELLA DI VITTORE LURAGHI

1818 – 1887

Vittore Luraghi, alla sua morte avvenuta a 69 anni, venne ricordato sia come uno dei primi e più capaci industriali di Castelnuovo, sia come filantropo.

Pioniere della filatura in grande di montagne di bozzoli da seta, aveva fatto fiorire una filanda collocata nell’isolato contornato dalle vie Garibaldi, Torino e D’Azeglio. Nello stesso tempo diffuse nella campagna la coltivazione dei gelsi e creò cascine a vari piani (come quella del Cerro) finalizzate alle bigattiere.

La filanda Luraghi occupava tutta la mano d’opera femminile disponibile a Castelnuovo, circa 400 persone.

I compensi allora erano modesti: una lira per circa 13 ore di lavoro al giorno.

Luraghi non era sposato e non aveva eredi poiché la sorella aveva perso prima il marito (Cavanenghi) e poi il figlio diciottenne.

Scopo della sua vita divennero l’attività amministrativa e caritativa.

Fu sindaco dal 1878 al 1886.

Istituì un asilo che venne a lui intitolato.

Organizzò l’apertura di una scuola tecnica “Vittore Luraghi”.

Creò una scuola gratuita di cucito e ricamo per tutte le bambine.

Finanziò corsi serali per fabbri, falegnami, carradori, muratori, con particolare spazio per il disegno tecnico.

Provvedeva con mezzi propri a stanziare sussidi per le famiglie più povere e doti per le ragazze in difficoltà.

Mise a disposizione la sua casa per creare un Circolo di lettura e un ampio salone per concerti, spettacoli teatrali e rappresentazioni di Sarina.

Alla sua morte lasciò case, cascine, denaro e azienda (poi acquisita da Enrico Richembach) alle istituzioni che aveva creato e soprattutto all’Asilo, alla Casa di Riposo e a un Ente che si occupava dell’assistenza alle famiglie povere.

Il suo ritratto marmoreo, proveniente dall’Asilo, è stato ricuperato nel 1984 e collocato in fondo alla “galleria” di Palazzo Centurione.

 11 novembre 2012