Secondo la Guardia di Finanza non dovrebbero più esserci imprenditori tortonesi “taglieggiati” e quello che era una sorta di racket che secondo l’accusa era gestito dai fratelli Aldo ed Ercole Gaglianò dovrebbe essere finito.

Il condizionale però è d’obbligo perché le Fiamme Gialle non escludono che vi siano altri casi che non sono venuti alla luce e di cui – per ora – non si conosce l’esistenza.

La vicenda dei fratelli Gaglianò,  in pratica, è venuta alla luce, ma non si escludono possibili infiltrazioni mafiose di cui nessuno al momento è a conoscenza.

Questa, almeno è l’opinione della Fiamme Gialle e di altre forze di polizia che, visti gli ultimi arresti avvenuti in città e quelli avvenuti ad Alessandria, Sale, Boscomarengo e Novi Ligure lo scorso anno, guardano con occhio diverso, rispetto al passato, possibili infiltrazioni mafiose; non solo sul territorio tortonese, ma in tutta la provincia di Alessandria.

Secondo quanto emerso, però, non ci sarebbe stato alcun legame tra i fratelli Gaglianò e la “cellula”della n’drangheta alessandrina e salese, ma sarebbero due diverse entità. I Gaglianò, infatti, sempre secondo l’accusa, avrebbero agito in proprio e solo con l’aiuto di Maurizio Gerace.

E’ evidente che al momento si tratta solo di ipotesi, tuttavia, l’attenzione è massima in ogni direzione e al piccolo sentore di intimidazioni di tipo mafioso le forze dell’ordine sono pronte ad Intervenire.

A questo punto, però diventa determinante la collaborazione dei cittadini che non devono avere, ma denunciare subito ogni atto intimidatorio.

 18 luglio 2012