Si chiama Francesco Ghibaudi, abita a Tortona ed ha quasi 80 anni. Nei giorni scorsi ha deciso di scrivere al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, facendogli presente l’anomala situazione dell’Italia, unico Paese tra i 27 dell’Unione Europea a non avere ancora un Difensore Civico.

Di seguito il testo della lettera.

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Sig Presidente, l’ Italia è ancora oggi il solo paese su 27 che compongono l’Unione Europea a non avere questa istituzione nella propria costituzione. Ho cercato di comprendere il motivo di tale ritardo ed ho posto la questione ai parlamentari del mio territorio. Non ho avuto risposta alcuna e ancor peggio non mi è stata rilasciata alcuna dichiarazione circa l’utilità di tale figura europea.

E sono allora ritornato in Europa a chieder lumi su tale istituzione. La prima cosa che ho scoperto è la definizione che la Commissione Europea dà del Difensore Civico: un Organo indipendente a servizio gratuito dei Cittadini, che interviene a tutela di diritti soggettivi, interessi legittimi e interessi diffusi, in caso di omissioni, ritardi, irregolarità, iniquità e illegittimità delle Pubbliche Amministrazioni e Aziende Partecipate.

Il mio è stato in un certo senso un ritorno in Europa perché a partire dal 1958 ho contribuito, nel mio infinitamente piccolo,con due milioni di km attraverso i paesi europei,partecipando a fiere e mercati, a costruire quel grande “mercato comune” dove oggi le merci circolano liberamente contro tutti i protezionismi della politica e delle burocrazie creati nei secoli passati, un mercato che ha dato una grande ricchezza per tutto il popolo europeo, italiani compresi.

Come constaterà dagli allegati il problema è tutto italiano. Colpa di governi e opposizioni che si sono succeduti negli ultimi 20 anni dai tempi della firma del trattato di Maastricht. Si sono sempre trovati in disaccordo su tutto, ma d’accordo nel negare un istituto europeo, presente in 26 paesi dell’ UE per la difesa civica dei propri cittadini.

Devo amaramente constatare dunque che nessuna forza politica, sia destra o di sinistra, sta dalla parte del Cittadino?

Sig. Presidente, e ora che si fa?

Credo che sia venuto il momento di allinearci su questa questione al resto d’Europa e che si possa finalmente procedere alla nomina del difensore civico italiano e di una rete di difensori civici indipendenti dal potere politico. Certamente tutto questo non c’è nella legge 8 giugno 1990 n.142 art. 8. Che in ogni comune si apra dunque l’Ufficio del cittadino, presieduto dal Difensore civico, quale organo di controllo di legittimità sulle delibere delle giunte comunali. Se lo avessimo fatto da tempo non saremmo arrivati al fallimento dei nostri comuni.

Se nulla accadrà mi vedrò costretto a non esercitare più in questo paese il mio diritto di voto se non in occasione degli appuntamenti europei.

Colgo l’occasione per porgerLe auguri di buona salute e che Dio ci assista.

Francesco Ghibaudi di Tortona classe 1932

 1° gennaio 2012