Buongiorno Signor Direttore,

quanta ragione ha il Signor Alessandro, genitore di un bimbo dell’Istituto G.Rodari di Tortona!

Che delusione, quanta amarezza, che disgusto…..

Eppure tutto continua come sempre….Nessuno fa niente.

Perchè noi genitori non siamo in grado (o non abbiamo il coraggio) di fare un bel corteo e di bloccare tutte le scuole di Tortona o meglio il Comune dove intanto non hanno nulla da fare, come hanno fatto i camionisti qualche giorno fa?

Dove sono i genitori? Perche non si fanno sentire?

A volte è comodo stare seduti a lamentarsi senza fare nulla…

Il nostro sindaco è stato eletto da noi….. i dipendenti del comune siamo noi…… Se nessuno fa mai qualcosa, tutto rimarrà sempre così come è.

Sono molto poche le persone che si interessano alle altre persone, alla comunità, ai propri figli…

Quando con una mamma (rappresentante di classe come me) mi sono lamentata del fatto che c’era la possibilità di dover portare i nostri figli a scuola non più all’Istituto Rodari ma alle Scuole Elementari di Corso Cavour (allora non sapevo ancora del nuovo accorpamento), mi è stato risposto: “va beh tanto io ho la macchina”….

Se nella nostra piccola classe, facente parte della nostra piccola scuola, esistono persone così, cosa potremmo mai pretendere dai nostri rappresentanti a livello comunale, provinciale, nazionale?

CHI CI RAPPRESENTA E’ COME NOI VOGLIAMO CHE SIA…………….PERCHE’ NOI LI ABBIAMO VOTATI NEL PICCOLO (RAPPRESENTANTE DI CLASSE) E NEL GRANDE (COMUNI, PROVINCE, REGIONI…….)

Grazie

Nadia Bruno

Effettivamente lo abbiamo anche scritto nei nostri articoli, ma evidentemente i “poteri forti” hanno vinto ancora una volta ed é VERGOGNOSO.

Come giornale non possiamo far altro che continuare a scrivere mettendo in evidenza  le cose che non  funzionano, gli aspetti poco chiari in una decisione, i dubbi dei lettori e anche nostri. Tutto questo nella speranza che un giorno qualcosa possa cambiare.

Questo é il nostro compito di giornalisti: dare spazio anche ai “poteri deboli” cioé i cittadini, ultima ruota del carro,  per far sentire la voce e le esigenze anche di chi é costretto sempre a subire.

 Pubblicheremo sempre lettere come quella di Nadia Bruno, di Alessandro e di tanti altri costretti a subire decisioni dall’alto e da parte di chi non conosce la realtà. E’ un compito che siamo onorati di compiere e al quale non intendiamo sottrarci anche se rappresenta un piccolo granello nel meccanismo a volte “sballato” di questa società piena di ingiustizie.

La nostra speranza é che continuando a mettere granello su granello il meccanismo possa incepparsi.  

Il mio invito ai nostri numerosi lettori, quindi non può essere che uno soltanto: scrivete, scrivete e ancora scrivete perché non é detto che non serva a nulla.

Subire passivamente, invece,  non porta da nessuna parte e serve solo a rendere più forte chi lo é già

Il Direttore 

30 gennaio 2012