Chi ha i capelli bianchi come il sottoscritto si ricorderà senz’altro di “Over The Top” quel bel film del 1987 con Silvester Stallone. Ebbene a distanza di 24 anni, “Real Steel” né è la sua reincarnazione. Tantissime le similitudini tra le due pellicole che a distanza di 24 anni sembra quasi di rivedere Stallone in Hug Jackman. Se poi aggiungete il primo “Rocky” che da un perfetto nessuno riesce a sfidare il campione del mondo e l’evoluzione del pugilato che viene combattuto da Robot e non più da uomini, ecco che avrete “Real Steel”.

Film copiato? Difficile parlare di copie a 24 anni di distanza: diciamo che al 70% la trama è quella di Over the top e al 20% quella di Rocky.

Il film mi ha sorpreso: innanzi tutto perché Real Steeel è etichettato erroneamente come film di fantascienza o film di avventura, invece non è né l’uno né l’altro: è semplicemente un film sentimentale.

Un bel film sentimentale. Due ore abbondanti che trascorrono veloci e sicuramente piacerà molto alle persone sensibili e a chi, 24 anni fa (o anche dopo) ha visto il film di Stallone.

Sembra di tornare indietro nel tempo di rivedere il copione di un film già visto, ma non per questo brutto, anzi.

Il regista Shawn Levy, già autore de “la Pantera Rosa” e “Una notte al Museo 1 e 2” merita sicuramente un plauso per aver saputo, a distanza di così tanti anni, amalgamare insieme due capolavori di Stallone campioni di incassi e riproporli in versione moderna.

Il film è sentimentale: in poche parole fa quasi piangere dalla commozione. Impeccabili gli attori con un plauso speciale all’ 11enne Dakota Goyo, grande interpretazione la sua.

Angelo Bottiroli

3 dicembre 2011