Piazza Carducci: arriveranno altri cartelloni al posto degli alberi tagliati?

Alessandria è una delle città più inquinate d’Italia e nulla o ben poco si fa in questo senso.

Stendiamo un pietoso velo su tutte le considerazioni che si potrebbero fare in merito ad un centro cittadino quasi privo di aree pedonali e ZTL, ma ricco ed abbondante di auto.

Il più antico, collaudato ed esteticamente piacevole strumento anti-inquinamento è l’Albero, ma Alessandria ne è praticamente priva.

Ora capita che in Piazza Carducci gli alberi ci fossero: diversi anni fa, qualche amministratore in un momento di delirio ecologico, ne aveva fatti piantare ben 8, oltre agli 8 già esistenti.

Poi 5 gli alberi si sono ammalati e sono stati abbattuti senza essere sostituiti. Alcuni cittadini più smaliziati ebbero il dubbio che gli ultimi due alberi fossero stati tolti per fare spazio ai cartelloni pubblicitari, di cui peraltro la piazza abbonda.

Gli addetti sentiti telefonicamente, però smentirono queste voci: niente cartelloni!

Finché qualche giorno fa, aprendo la finestra, gli abitanti della piazza hanno scoperto il nuovo nato.

Un bel cartellone, alto, imponente, ben visibile e ben piazzato sull’aiuola di un ex-collega albero, a far intendere alla cittadinanza tradita di abbandonare qualsiasi speranza di rivedere un giorno reimpiantati quei Cinque Perduti.

Tutti ci rendiamo conto che in questa nostra città ci sono ben altri problemi: cosa saranno mai cinque alberi!

Quei cinque alberi sono il sintomo della scarsa attenzione che in questa città viene riservata non solo al decoro urbano, alla piacevolezza dei luoghi, alla vivibilità in genere; sono ben più gravemente il sintomo della totale assenza di una politica ecologica, seriamente intesa a risolvere il problema della salubrità dell’aria alessandrina.

Sono i nostri stessi amministratori a dire per primi “Ma cosa saranno mai quei cinque alberi!!”, lasciando trasparire in quella frase tutta una mentalità, un modo assai discutibile di concepire la città ed una politica ambientalista solo di facciata, ma priva di sostanza.

Enrico Asinaro

 26 novembre 2011