Lo avevamo scritto in tempi non sospetti che, secondo noi, Rita Rossa avrebbe vinto a mani basse e con percentuali “bulgare” le elezioni “Primarie” del Centro Sinistra ad Alessandria e che Mario Buzzi (unico antagonista) avrebbe avuto poche speranze di successo, ma le ultime dichiarazioni dello stesso Buzzi che accusa Rita Rossa di scorrettezza, aprono non pochi interrogativi sulla credibilità di queste elezioni “Primarie”.

Buzzi, infatti, è inviperito perché secondo lui, Rita Rossa, o i suoi collaboratori, avrebbero infranto la norma che prevede il divieto di inserzioni sugli organi di stampa con due mezze pagine su “Il Piccolo” e due banner su due quotidiani on line di Alessandria che portano dritto al sito di Rita Rossa. Buzzi, quindi, accusa l’antagonista di non aver rispettato l’articolo 4 del Regolamento delle elezioni primarie.

Un’accusa pesante e gravissima perché se già adesso, chi si candida a Sindaco di Alessandria non rispetta le regole, cosa succederà se dovesse essere eletto?

Come sempre lasciamo ai lettori ogni giudizio in merito a tutta questa vicenda ed attendiamo un’eventuale risposta dall’entourage di Rita Rossa, ma non si può sottacere il fatto che quelle che dovevano essere un ampia espressione di democrazia nella scelta del candidato da opporre al Sindaco uscente, Piercarlo Fabbio, cioè le elezioni Primarie, non escano affatto bene da questa situazione.

“Ombre” sulle “Primarie” quindi, non solo per la penuria di candidati (soltanto due? Possibile che fra tutti i politici del Centro Sinistra non ci sia stato nessun’altro che ambiva a diventare Sindaco di Alessandria?) ma soprattutto perché il percorso di trasparenza, correttezza e legalità che dovrebbe portare all’individuazione di un candidato sostenuto da tutto il Centro Sinistra, rischia di essere  “macchiato” da polemiche che potrebbero mettere in crisi tutto lo stesso percorso e potrebbero far sorgere il dubbio, nella gente, che sia tutta una farsa e che, in realtà, il candidato da opporre a Fabbio, alle prossime elezioni comunali, sia già stato deciso “a tavolino” dai politici locali e che altri esponenti dei partiti non si sono candidati proprio perché sapevano già come sarebbe andata a finire.

Angelo Bottiroli

1° novembre 2011