Pubblichiamo la lettera di Massimo Iaretti che replica alla contestazione del Consigliere Comunale Fabio Lavagno sull’intitolazione di un’area ai giardini al maresciallo casalese Ugo Cavallero. Oggi Cronaca, a differenza di altri giornali che pubblicano repliche e controrepliche, ritiene più che sufficienti due pareri autorevoli sulla questione che francamente non appare di grande sostanza. La discussione sull’argomento ci è apparsa molto esaustiva e può concludersi qui.

Egregio Direttore, non entro nel merito della polemica innescata da Lavagno, ma facendo parte da diversi anni della commissione toponomastica del Comune di Casale a proposito dell’intitolazione devo però precisare che:

1) La richiesta, avanzata sin dal 1997 dalla Sezione dell’Associazione Artiglieri, quindi una associazione d’arma e non un partito, venne accolta sin dai tempi della amministrazione Paolo Mascarino. Tutti in quella occasione votarono unanimi la decisione di intitolare una via ad Ugo Cavallero. Poi la giunta di allora, lavandosi le mani dell’indicazione della Commissione Toponomastica, la mise in un cassetto, come tante cose all’italiana.

2) L’unanimità dei presenti si è avuta anche in occasione della seconda decisione – avvenuta quest’anno – di intitolare l’area prospiciente l’ospedale ad Ugo Cavallero.

3) Il Consigliere Lavagno si sofferma sull’aspetto negativo dei contatti che ebbe con Hitler e della vicinanza con Mussolini e con il fascismo Ugo Cavallero. Nessuno lo nega è la storia. Ma non bisogna dimenticare neanche che fu proprio Ugo Cavallero a preparare i piani di Vittorio Veneto che portarono alla vittoria italiana sull’impero austro – ungarico nella prima guerra mondiale. Sono tempi ormai lontani ma la storia non è un qualcosa che si prende o si molla a proprio piacere solo per ciò che fa comodo. La storia è storia. Punto e basta.

4) Fatta la premessa di cui al punto precedente, viene da chiedersi se non sia iniquo il trattamento riservato all’altro maresciallo d’Italia, Pietro Badoglio. Non ebbe anch’egli prebende ed incarichi dal fascismo nel periodo del suo più pieno fulgore? E non incarichi di livello secondario, ma di grande visibilità. Ed ebbe anch’egli contatti con Hitler ed in nazisti, A lui è dedicato addirittura il suo paese natale, che si chiama appunto Grazzano Badoglio.

5) A questo punto occorre, per completezza, ricordare che ad Ugo Cavallero il Comune di Ponzano Monferrato dedicò una targa soltanto pochi anni orsono. Per coerenza, visto che Cavallero è un personaggio tanto disdicevole da non intitolargli una via, Fabio Lavagno chieda al Sindaco di Ponzano Monferrato la rimozione di quella targa.

6) Se proprio parliamo di intitolazioni inopportune, perché nessuno – neanche del centro destra che governa Alessandria – ha mai pensato di fare revocare l’intitolazione toponomastica che la Città di Alessandria ha fatto a Walter Audisio. Forse nessuno si ricorda di Claretta Petacci ?

In conclusione la storia è storia e come tale resta. Quello che occorre, oggi, è una lettura oggettiva dei fatti accaduti molti anni orsono avendo chiaro un principio: che la Verità non è mai assoluta e la storia l’hanno scritta, la scrivono e la scriveranno i vincitori. Senza per questo dover per forza di cose santificare i vinti, quando santi non sono.

 Massimo Iaretti

31 ottobre 2011