Il caldo intenso, l’assenza di piogge e le temperature elevate degli ultimi mesi hanno impresso una forte accelerazione ai ritmi dell’agricoltura nel sud del Piemonte. Tra la provincia di Alessandria e i territori limitrofi è infatti già iniziata la vendemmia, con un anticipo sui tempi canonici di circa dieci giorni. Un’annata definita anomala per la grande siccità affrontata dalle viti, ma che, nonostante le difficoltà climatiche, sta restituendo un prodotto finale di altissima qualità.
Il calendario della raccolta: si parte dalle uve bianche
La carenza idrica registrata già a partire dallo scorso fine maggio ha modificato l’organizzazione interna delle cantine piemontesi, costrette a riprogrammare il lavoro in vigna ancor prima della settimana di Ferragosto.
Il calendario della vendemmia si sta sviluppando secondo le seguenti tappe:
- Attualmente in corso: raccolta del Pinot Nero (destinato alla produzione dell’Alta Langa) e delle altre uve bianche giunte a maturazione.
- Nei prossimi giorni: inizio della raccolta per i vitigni di Moscato, Barbera e Dolcetto.
- Fasi successive: la vendemmia si chiuderà, più avanti, con i Nebbioli.
A spiegare le dinamiche di questa stagione è Paolo Aiassa, Direttore della Cantina Terre dei Santi: “è una vendemmia anomala per i tempi così anticipati rispetto alle scorse annate. Di solito si iniziava la raccolta delle uve bianche nella seconda metà di agosto, mentre quest’anno abbiamo già iniziato, prima di Ferragosto. Il caldo e la carenza idrica già a partire da fine maggio hanno infatti accelerato l’intero ciclo vegetativo, portando le viti a mantenere meno idratati i grappoli, che un po’ ovunque risultano quindi meno distesi, più piccoli e leggeri”.
Resa e qualità: un bilancio positivo
Se le dimensioni degli acini risentono della mancanza d’acqua, il profilo sanitario e qualitativo del prodotto è considerato ottimale. Come conferma Alessio Chiavarino, Direttore della Cantina Clavesana, “quest’anno la qualità delle uve è ottima, con acini sani e ben conformati, senza che si siano verificate problematiche fitosanitarie importanti. Ci sono alcune zone tempestate, ma per fortuna sono molto circoscritte e non hanno impattato in modo significativo sulla produzione”.
Anche per le uve a bacca rossa le prospettive sono eccellenti. Maurizio Bologna, Presidente della cantina Barbera dei Sei Castelli, fa il punto della situazione sottolineando come “si tratta della raccolta più precoce mai registrata. Per quanto riguarda la Barbera, che rappresenta quasi la totalità della nostra produzione, le temperature record degli ultimi mesi stanno mettendo a dura prova le piante. Nonostante questa sofferenza vegetativa di un vitigno resistente per natura al calore, le prime analisi sui campioni mostrano una qualità finale eccellente”.
Le strategie per difendere i vigneti dal clima
Per fronteggiare queste sfide climatiche, la cooperazione agricola sta mettendo in campo tecniche specifiche per tutelare i filari. Rosa Oberto, vicepresidente della cantina Terre del Barolo e di Confcooperative Piemonte Sud, spiega che “contro le temperature elevate sono molto efficaci la gestione della chioma, che protegge i grappoli dall’eccessivo irraggiamento, e la cura del suolo”. La vicepresidente aggiunge inolte che “gli inerbimenti contribuiscono infatti a preservare la struttura del terreno, a limitare l’evaporazione e a migliorare il benessere complessivo della vite anche in condizioni di forte stress idrico”.
A tracciare un bilancio complessivo sulle prospettive future del settore è infine Mario Sacco, Presidente di Confcooperative Piemonte Sud: “ormai i viticoltori sono sempre più preoccupati per il clima, sia per gli eventi calamitosi sia per il caldo, che causa un grave stress idrico alle piante. Sappiamo però che una viticoltura attenta e capace di modernizzarsi sia oggi lo strumento migliore per adattarsi. Solo così si può continuare a generare lavoro, reddito e produzione di qualità nei nostri territori”.
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