Sotto l’effetto delle temperature record, parte con dieci giorni di anticipo la vendemmia nel Tortonese e in tutta la provincia di Alessandria. Le operazioni si aprono ai primi di agosto, anziché verso la tradizionale metà del mese, partendo dalla raccolta del Moscato nella zona dell’Acquese. Un avvio precoce dettato da un clima che ha messo le viti in stress idrico e accelerato la maturazione dei grappoli, lasciando l’incognita della siccità sulle rese finali.

Le previsioni e la salute dei vitigni

Il cambiamento climatico è ormai un fattore strutturale che i viticoltori devono considerare nelle strategie aziendali. Ad analizzare la situazione è il Presidente di Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco, che sottolinea come “quest’anno risulti difficile fare previsioni quantitative su una vendemmia che sarà di fatto spalmata su un arco di quasi due mesi e che rappresenta una vera e propria sfida enologica per le aziende, anche in considerazione della concentrazione zuccherina che le temperature record e la siccità stanno per ora determinando nelle uve”.

Dal punto di vista fitosanitario, il quadro presenta luci e ombre. “Sembra, invece, al momento scongiurato il rischio peronospora grazie al monitoraggio puntuale dei nostri tecnici”, prosegue Bianco, assicurando “una qualità che si annuncia un po’ dappertutto come eccellente anche se rimane forte preoccupazione per Mal dell’esca e marcata recrudescenza su tutto il territorio provinciale della Flavescenza dorata”.

Il calendario della raccolta e i numeri del territorio

La provincia di Alessandria rappresenta un bacino vitivinicolo di primaria importanza, vantando 12 Doc e 7 Docg, con circa 2.500 aziende attive su oltre 12.000 ettari di superficie vitata. Il calendario delle operazioni di raccolta, inaugurato da Moscato e Brachetto, seguirà le seguenti tappe:

  • A seguire: uve base spumante, varietà Pinot e Chardonnay.
  • Fine agosto: Cortese e Timorasso.
  • Fase successiva: uve a bacca rossa come Dolcetto, Nebbiolo, Grignolino e Barbera.

Le sfide del settore: costi, burocrazia e manodopera

Oltre alle criticità climatiche, il comparto deve affrontare ostacoli di natura organizzativa ed economica. A pesare sui produttori vi è l’aumento dei costi legati alle tensioni geopolitiche internazionali, un calo delle esportazioni in alcuni mercati chiave, l’eccesso di burocrazia e la cronica difficoltà a reperire manodopera specializzata per la raccolta, nonostante le tutele garantite per contrastare le alte temperature.

“Grande caldo e preoccupazione per episodi di maltempo cadono in un periodo peraltro già complesso per il settore, gravato dal peso della burocrazia, dall’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni geopolitiche e dalle guerre commerciali, senza dimenticare i cambiamenti delle abitudini di consumo”, precisa il Direttore di Coldiretti Alessandria, Elio Gasco.

Per sostenere un settore che, con 241.000 imprese viticole attive e 681.000 ettari a livello nazionale, resta un pilastro dell’economia agroalimentare, Gasco indica la strada da seguire: “Coldiretti rilancia sul tema della sburocratizzazione, sulla necessità di consolidare i mercati esistenti ma di aprirsi a nuovi e sulla necessità di continuare a investire in un piano di rilancio che tenga conto anche della capacità di raccontare al vino in maniera più efficace anche nei confronti delle nuove generazioni così da rafforzare la competitività di un settore che sta affrontando una fase delicata”.

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