Un’imponente operazione antidroga, denominata “King George”, ha portato alla disarticolazione di una ramificata organizzazione criminale transnazionale italo-albanese. L’indagine, condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano e con il supporto del Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata (SCICO), ha smascherato una rete dedita al narcotraffico con basi nel Nord Italia e diramazioni fino alle coste adriatiche e liguri.
L’inizio delle indagini e l’organizzazione “professionale”
Tutto ha avuto inizio da un controllo effettuato a Latisana (UD), nei pressi della rinomata località turistica di Lignano Sabbiadoro. L’arresto di due corrieri e il sequestro di 2 kg di marijuana hanno fornito agli inquirenti la prima traccia di una complessa architettura criminale. Il coinvolgimento di numerosi soggetti operanti in diverse province lombarde ha reso necessario il tempestivo coordinamento della DDA di Milano.
Le indagini, condotte con metodi classici (pedinamenti, intercettazioni) e tecnologie avanzate, hanno delineato l’esistenza di un’organizzazione strutturata e composta da “professionisti” del narcotraffico. Il sodalizio, per minimizzare i rischi, adottava ingegnose strategie: comunicazioni criptate, continuo cambio di schede SIM, cellulari e veicoli. Le basi logistiche erano dislocate in diverse province, tra cui Brescia, Lecco, Milano, Monza Brianza, Pavia, Savona e Siena.
Dalle rotte balcaniche alle discoteche
I canali di approvvigionamento di cocaina, marijuana e hashish passavano attraverso le consolidate rotte balcaniche, grazie alla collaborazione tra organizzazioni criminali italiane e cosche albanesi. È stata inoltre scoperta una serra nel Pavese destinata alla produzione autonoma di marijuana.
Una volta in Italia, la droga veniva stoccata in appartamenti e garage presi in affitto da prestanome incensurati. La distribuzione capillare era affidata a “cavallini” (fattorini), reclutati ad hoc, tra cui giovani albanesi incensurati fatti giungere in Italia con visti turistici di 90 giorni per poi essere sostituiti. Il mercato di riferimento comprendeva piazze di spaccio lombarde, liguri, toscane e, nel periodo estivo, le principali località turistiche del Nord-Est (Sistiana, Grado, Latisana, Lignano, Bibione, Jesolo, Caorle), dove la droga veniva venduta all’esterno di discoteche, pub e stabilimenti balneari.
I sequestri e gli arresti
Durante la costante attività di monitoraggio, le Fiamme Gialle hanno sequestrato ingenti quantità di stupefacenti e armi:
- 70,5 kg di marijuana: (64 kg a Sesto San Giovanni, 2 kg a Latisana e 4,5 kg a Lecco).
- 21 kg di cocaina: (20 kg a Saronno e 1 kg a Milano).
- 1 pistola beretta calibro 9 short con matricola abrasa e munizioni.
- 1 autovettura Alfa Stelvio modificata per il trasporto della droga.
Sette persone sono state arrestate in flagranza di reato. A conclusione delle indagini, il GIP di Milano ha emesso 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei membri principali dell’organizzazione e disposto perquisizioni a carico di 33 indagati per reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico al riciclaggio, fino alla detenzione di armi clandestine. Le perquisizioni hanno portato a un ulteriore arresto, al sequestro di altri 7,2 kg di marijuana, due pistole con matricola abrasa, dieci armi bianche, orologi di lusso e denaro contante.
Il sequestro milionario
In parallelo, le indagini di natura economico-finanziaria del Nucleo P.E.F. di Trieste hanno permesso di ricostruire i patrimoni illecitamente accumulati. I proventi del narcotraffico sono stati quantificati in 1,1 milioni di euro. La Procura di Milano ha quindi emesso un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza che ha interessato immobili, vetture, gioielli, denaro contante e disponibilità finanziarie.
(Nel rispetto della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte a indagine sarà accertata in via definitiva solo con sentenza irrevocabile di condanna).



