La storia di uno dei personaggi tortonesi più affascinanti e meno conosciuti sta per essere svelata al pubblico locale. Il prossimo 23 giugno, presso gli spazi del “Circolo di Lettura” e all’interno delle iniziative promosse dal FAI, si terrà la presentazione del romanzo storico “Le 13 stelle di Lenin”. L’evento sarà l’occasione per ripercorrere le gesta di Carlo Codevilla, nome di battaglia “Il Moro”, una figura avvolta dal mistero la cui professione lo ha tenuto lontano dalla popolarità nella sua città d’origine.

La serata culturale non si limiterà a fare cenno al romanzo in sé, ma sarà fortemente incentrata sul racconto affascinante della vita di questo misterioso personaggio, per anni rimasto nell’ombra ma protagonista assoluto del Novecento.

Chi era “Il Moro”: da Tortona ai vertici dell’URSS

Quella di Carlo Codevilla è una storia ricca di avventure e azione. La sua è la biografia di un uomo che ha operato dietro le quinte in un’epoca di grandi stravolgimenti storici, ricoprendo ruoli di altissimo profilo:

  • È stato una delle più importanti spie sovietiche a partire dagli anni ’30.
  • Ha ricoperto il ruolo di segretario di Gramsci.
  • È stato un assiduo frequentatore del Cremlino.
  • Ha ottenuto il grado di generale dell’Armata Rossa.
  • È stato insignito della più grande onorificenza dell’URSS: l’Ordine di Lenin.

L’atto d’amore per il suo territorio sul fronte del Don

Nonostante una carriera vissuta ai vertici sovietici e i delicati incarichi internazionali, Codevilla mantenne sempre un legame profondo con il suo territorio di origine.

A testimoniarlo c’è un episodio emblematico avvenuto direttamente sul fronte del Don. In quell’occasione, il generale dell’Armata Rossa si trovò di fronte a due soldati italiani e decise di liberarli. Il motivo del gesto fu dettato dal cuore: Codevilla scoprì infatti che uno dei due militari era originario di Volpedo. Prima di lasciarlo andare, “Il Moro” gli affidò una missione molto personale: recapitare una lettera a sua madre, a Tortona.