Il racconto intimo e potente di Giuseppe Ravetti e Gianluca D’Aquino svela il “dietro le quinte” del centro Villa Fontanesi e le sfide di una missione straordinaria.

FELIZZANO (AL) – “Il Cavaliere Blu – La parte di me che non si è mai arresa” (P&V Edizioni), volume scritto a quattro mani dallo scrittore Gianluca D’Aquino e da Giuseppe Ravetti, presidente della cooperativa sociale che a Castellazzo Bormida rappresenta un porto sicuro e un’eccellenza per i ragazzi autistici e le loro famiglie, sarà presentato venerdì 29 maggio, alle ore 20:30, presso l’Astrobioparco, con l’immancabile presenza di Paolo Benucci, moderatore dell’evento e voce narrante del tour di presentazioni.

La genesi dell’opera nasce da un incontro inaspettato tra due vecchi amici che si erano persi di vista: uno scrittore abituato a inventare mondi e un professionista del sociale che ha fatto dell’aiuto al prossimo la propria missione. Ritrovatisi quasi per caso grazie a un campo di calcio, i due hanno unito le forze per dare voce a chi troppo spesso resta invisibile. Il ricavato delle vendite del libro, per espressa volontà degli autori, sarà interamente devoluto a sostegno dei progetti e dei ragazzi del centro per l’autismo.

Il libro si sviluppa attraverso tre piani narrativi distinti ma convergenti. Il primo riguarda l’esperienza professionale di Giuseppe, il suo passaggio da operatore sul campo a Presidente e coordinatore, tra le asprezze della burocrazia, la costante ricerca di fondi e la rigorosa applicazione del metodo scientifico del dottor Lucio Moderato. Il secondo piano tocca il percorso mediatico e personale: il dietro le quinte inedito della sua partecipazione al reality televisivo “Matrimonio a prima vista”, un azzardo mediatico trasformatosi in un potente amplificatore per sensibilizzare il grande pubblico sulla neurodiversità. Infine, il terzo piano racconta la drammatica lotta per la sopravvivenza del centro nel corso del 2023, quando Ravetti scelse di azzerare il proprio compenso per sostenere il sogno del “Cavaliere Blu”.

«Giuseppe non voleva un monumento a se stesso. Mi ha detto: “Il ricavato aiuterà i miei ragazzi”. La sua nobiltà d’animo e la sua missione mi hanno convinto. Come scrittore sono abituato a inventare mondi; qui ho dovuto imparare a vederne uno che esisteva già, ma che molti ignorano. L’autismo non è un muro, è una lingua differente. In queste pagine troverete la fatica di un uomo, il coraggio di una squadra e la voce dell’invisibile» – Gianluca D’Aquino.

Attraverso il racconto della quotidianità a “Villa Fontanesi”, il volume scardina i pietismi e gli stereotipi sull’autismo, definendolo non come una malattia da curare, ma come un funzionamento neuro-cognitivo differente. Strumenti come le agende visive e il sistema PECS dimostrano concretamente che l’autonomia è possibile anche attraverso piccoli, rivoluzionari gesti quotidiani: ordinare una pizza, fare la spesa o condurre un programma radiofonico. La radio, in particolare, è stata una terapia personale per lo stesso Giuseppe e una via di inclusione straordinaria per i ragazzi.

«Se questo libro ha un valore, credo stia proprio qui: nella sincerità. Nella volontà di raccontarsi senza costruire un personaggio», conclude Giuseppe Ravetti nel testo. Una lettura consigliata non solo alle famiglie toccate dall’autismo, ma a chiunque voglia comprendere come un limite possa trasformarsi in un immenso valore condiviso.