Dal 14 marzo al 28 giugno, presso la prestigiosa Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma), è in programma la mostra “Italia Simbolista 1886-1916. Origini e sviluppi di un’estetica europea”.
In mostra sarà esposta l’opera dell’artista tortonese Cesare Saccaggi “Scena pompeiana. Le tre età della vita”, del 1891, richiesta in prestito e appartenente alle Collezioni delle Civiche Raccolte d’Arte cittadine.
Venerdì 13 marzo nella splendida cornice della villa che ospita la Fondazione Magnani Rocca si è tenuta l’anteprima riservata della mostra alla presenza dei curatori, a cui ha partecipato anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Tortona Fabio Morreale.
La collezione permanente della Fondazione Magnani-Rocca raccoglie capolavori di celebri maestri, tra cui Tiziano, Dürer, Gentile da Fabriano, Goya, Canova, Monet, Cézanne, affiancati dalle opere di alcuni tra i più autorevoli protagonisti del Novecento italiano, quali Morandi, Severini, Manzù, de Chirico, Guttuso, Burri e molti altri.
Particolarmente significativa è proprio la presenza dell’arte italiana del XX secolo, profonda passione del fondatore Luigi Magnani, il quale intrattenne con numerosi artisti rapporti di autentica amicizia e vivace scambio intellettuale, accogliendoli spesso nella dimora di Mamiano.
Per questa ragione, in senso di continuità con le più recenti mostre dedicate ai principali artisti e movimenti del Novecento italiano (Felice Casorati (2023), Umberto Boccioni (2023), Il Surrealismo e l’Italia (2024) fra le altre) la mostra è finalizzata a presentare la grande arte italiana del secolo scorso, precisamente il Simbolismo in Italia, al fine di indagarne le origini e le influenze europee, conoscerne i protagonisti e comprendere l’importanza di un fenomeno che ha saputo dare immagine alle inquietudini spirituali, il senso del mistero e la tensione visionaria che permeavano la cultura “fin de siècle”.
La mostra, a cura di Francesco Parisi e Stefano Roffi, esplora il Simbolismo italiano nella sua specificità storica e culturale, evidenziandone il carattere autonomo ma profondamente influenzato dalle correnti europee, in particolare mitteleuropee.
Il percorso si apre con una riflessione sulle radici letterarie e teoriche del Simbolismo, attraverso le figure di D’Annunzio, Grubicy e Conti, per poi analizzare il passaggio dalla pittura storica ottocentesca a una visione idealizzata e spirituale del mito classico, come nei casi di Previati e Morelli.
Ampio spazio è dedicato all’influenza di Böcklin, Klinger e von Stuck, che contribuirono a formare un immaginario visionario e mitologico, assorbito e reinterpretato da molti artisti italiani. Seguirà un focus sulla figura femminile simbolista, oscillante tra sacralità e seduzione, e sul ruolo delle grandi esposizioni come la Festa dell’Arte e dei Fiori e la Biennale del 1907, che offrirono contesti innovativi di fruizione immersiva.
La scultura simbolista, da Bistolfi a Wildt, attraversa l’intero percorso espositivo come presenza ritmica, ponendosi in dialogo con pittura e grafica, e contribuendo a un racconto unitario e immersivo di una stagione fondamentale dell’arte italiana tra fine Ottocento e inizio Novecento.
Cesare Saccaggi, artista dall’attività eclettica, oggi più che mai esce dai confini di una visione provinciale, riportando all’attenzione del grande pubblico, dei conoscitori esperti e degli studiosi, un’esperienza significativa dell’arte europea tra verismo pittorico e simbolismo internazionale; questo in seguito al grande successo di una prima esposizione ai Musei Reali di Torino della tela del maestro tortonese, acquisizione del 2024, “A Babilonia (Semiramide)”, realizzata intorno al 1905, che ha riscontrato un grande afflusso di visitatori, successivamente esposta a Roma alla mostra appena conclusa “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione” a Palazzo Bonaparte in Piazza Venezia, nel panorama dei grandi artisti di ogni tempo che si sono confrontati con il tema della bellezza e della seduzione femminile; dal 14 marzo è nuovamente esposta presso la Fondazione Magnani Rocca insieme al dipinto proveniente dalla Pinacoteca Civica di Tortona.




