Tortona – I Carabinieri della locale Compagnia, a conclusione di una articolata attività di indagine, hanno tratto in arresto un 36enne ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e fabbricazione di documenti di identificazione contraffatti.
L’operazione è l’epilogo di una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura di Alessandria, che ha permesso di localizzare l’uomo nel milanese dopo mesi di ricerche.
L’attività trae infatti origine da un controllo stradale effettuato da una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile lo scorso ottobre a Pontecurone. Nella circostanza, i Carabinieri avevano intimato l’ALT a un’autovettura, poi risultata a noleggio, condotta da un uomo che, durante l’identificazione, aveva aggredito e ferito uno dei Carabinieri, riuscendo a dileguarsi a piedi nelle campagne circostanti. All’interno del veicolo abbandonato, la pattuglia aveva rinvenuto un ingente quantitativo di denaro, circa 150.000 euro, e oltre un chilogrammo di sostanze stupefacenti, tra cocaina e hashish, già confezionate in panetti per la distribuzione.
Le immediate ricerche per il rintraccio del fuggitivo e le successive indagini affidate ai Carabinieri dell’Aliquota Operativa hanno portato – grazie all’analisi tecnica dei flussi di comunicazione, allo studio del traffico di cella e all’incrocio dei dati identificativi dei dispositivi – a ricostruire la rete di contatti del sospettato.
Parallelamente, i Carabinieri hanno eseguito accertamenti documentali presso diverse società di noleggio tra Torino e l’hinterland milanese, che hanno evidenziato come l’uomo utilizzasse prestanome compiacenti e documenti falsi per eludere i controlli e dissimulare la propria reale identità. La costanza dei servizi di osservazione e pedinamento ha infine consentito ai Carabinieri di individuare il covo del ricercato in provincia di Milano.
Al momento del fermo di indiziato di delitto, i Carabinieri hanno proceduto a una nuova perquisizione domiciliare, che ha portato al sequestro di ulteriori 26.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita, e di nuovi documenti falsificati pronti per essere utilizzati. Il materiale rinvenuto conferma, secondo l’ipotesi accusatoria, il ruolo centrale dell’uomo nell’approvvigionamento delle piazze di spaccio locali.
L’operazione ha messo in luce un sistema di logistica criminale ben strutturato, basato sulla mobilità territoriale e sull’uso di identità fittizie. Il quadro probatorio fornito dai Carabinieri è stato condiviso dall’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato il provvedimento restrittivo, con l’arrestato condotto presso la struttura carceraria competente.
L’intervento dei Carabinieri sottolinea l’importanza del controllo del territorio e dell’analisi investigativa tecnica, strumenti fondamentali per contrastare il traffico di narcotici su vasta scala che interessa le arterie di collegamento tra il Piemonte e la Lombardia. Il sequestro del capitale e della droga ha sottratto ingenti risorse economiche alla criminalità organizzata di settore, interrompendo una filiera di distribuzione particolarmente attiva.




