Per correttezza professionale pubblichiamo alcune precisazioni della Fiab di Tortona in merito al nostro articolo pubblicato ieri QUI, ribadendo che il responsabile della Fiab di Tortona non è “Tortonese” ma è giunto in città alcuni lustri fa quindi, a differenza di chi scrive che è nato ed è sempre vissuto qui ed è figlio di padre Tortonese, non può certo conoscere a fondo né la realtà cittadina né le abitudini di chi ci abita.
Premesso questo, non siamo contrari alla realizzazione di Piste Ciclabili a Tortona, ci mancherebbe, visto che chi scrive ha fondato ed è stato presidente di Legambiente a Tortona, ha promosso la raccolta differenziata e tante altre iniziative per migliorare l’ambiente in città quando il responsabile della FIAB non abitava ancora qui, e conosce più di altri la realtà Tortonese avendo iniziato a scrivere per il giornali locali ben mezzo secolo fa, ma ritiene che una Pista Ciclabile a Tortona visto anche lo scarso utilizzo di quella esistente, avrebbe molto più senso verso il Parco dello Scrivia (come scritto nell’articolo) che non in centro città e in via Emilia. L’esperienza di chi conosce a fondo la città e la realtà cittadina conta sicuramente molto di più di chi questa esperienza (non certo per colpa sua ovviamente) non la possiede.
Con questo articolo chiudiamo l’argomento. La linea editoriale di Oggi Cronaca non prevede controrepliche.
Angelo Bottiroli
Di seguito la precisazione della FIAB
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Egregio Direttore,
mercoledì mattina ho diffuso un comunicato stampa per conto del gruppo di cittadini “Tortona va in bici”, che lei ha prontamente pubblicato con il titolo: “La Fiab vuole aprire la via Emilia alle biciclette e altro: diciamo NO!! Basta soldi pubblici per percorsi poco utili”.
La ringrazio per lo spazio concesso alla nostra iniziativa. Ritengo tuttavia necessario formulare alcune precisazioni e, al contempo, svolgere alcune osservazioni in merito ai contenuti del suo articolo.
Per quanto riguarda le precisazioni, ho rilevato alcune inesattezze.
In primo luogo non è corretto affermare che l’isola pedonale di via Emilia sia oggi interdetta al transito delle biciclette. In quanto area pedonale, essa rientra nella definizione dell’art. 3 del Codice della Strada e consente il transito dei velocipedi (biciclette e monopattini). È vero che nel dicembre 2022 l’amministrazione comunale aveva tentato di vietarne il passaggio – facoltà prevista dalla normativa – ma tale ordinanza è stata revocata dopo pochi mesi.
La seconda inesattezza riguarda l’equiparazione tra il gruppo spontaneo “Tortona va in bici” e FIAB Tortona. Si tratta di due realtà distinte. Il gruppo di cittadini ha contattato FIAB Tortona in quanto associazione attiva sul territorio in favore della ciclabilità. FIAB Tortona ha scelto di sostenere l’iniziativa e alcuni suoi soci potrebbero aderire al comitato, ma le due realtà restano separate e autonome.
Nel suo articolo lei osserva inoltre che non è stato indicato il numero di persone che compongono il gruppo ‘Tortona va in Bici’. L’osservazione è corretta e il motivo è semplice: la community, partita da un gruppo di giovani promotori, è nata da poco ed in fase di crescita e si costituirà formalmente come comitato dopo il primo incontro pubblico di Febbraio.
Passo ora alle osservazioni.
Fin dalle prime righe del suo articolo lei paragona Tortona a Copenaghen, città nota per essere diventata la prima al mondo in cui si effettuano più spostamenti in bicicletta che in automobile. Lei stesso rileva come la nostra città si attraversi in circa venti minuti a piedi, ovvero in sette-otto minuti in bicicletta. Proprio per questo il potenziale di Tortona è, sotto molti aspetti, persino superiore: se esistessero adeguate condizioni infrastrutturali, fin da subito una parte significativa degli spostamenti potrebbe avvenire in bici.
I primi dati raccolti tramite il sondaggio lanciato da Tortona va in bici, mostrano come anche gli utenti che ad oggi usano poco o mai la bicicletta per spostarsi in Tortona, la userebbero volentieri qualora ci fosse un percorso ciclabile urbano sicuro.
Più avanti lei fa riferimento a una presunta “mentalità tortonese”, descritta come particolarmente refrattaria al cambiamento. Non riteniamo che la situazione sia così arretrata. Non siamo più negli anni Ottanta: le automobili sono sempre più numerose e ingombranti e uno dei modi più efficaci per ridurre la congestione e il problema dei parcheggi è favorire mezzi meno voluminosi, come le biciclette. Inoltre, una maggiore quota di spostamenti ciclabili renderebbe il traffico più scorrevole anche per chi è costretto a utilizzare l’auto.
In merito alla presunta rivolta dei commercianti e alla perdita di consenso politico da parte delle amministrazioni che investono sulla mobilità ciclabile, la invito a documentarsi attraverso i numerosi studi disponibili. I report delle città che hanno realizzato reti diffuse di piste ciclabili mostrano effetti positivi sul commercio di prossimità, elemento fondamentale per contrastare il degrado dei centri storici. Quanto ai sindaci, molti di coloro che hanno investito con decisione sulla mobilità sostenibile sono stati riconfermati dagli elettori.
Infine, sul tema dello “spreco di soldi pubblici” associato alle infrastrutture ciclabili, è opportuno distinguere. Spesso sono le amministrazioni locali a progettare interventi eccessivamente onerosi, quando con investimenti molto più contenuti si potrebbe ottenere un analogo miglioramento in termini di sicurezza e fruibilità. Va inoltre ricordato che la Regione Piemonte ha scelto di puntare con decisione sul cicloturismo e sulla mobilità dolce: i bandi di finanziamento in questo ambito sono e saranno quindi sempre più frequenti. Tortona potrà cogliere queste opportunità oppure restare a guardare mentre altre città si trasformano e crescono.
Cordiali saluti
Claudio Cheirasco – Referente FIAB Tortona, sezione Malabrocca di FIAB Monferrato




