Negli ultimi anni di mobilitazione, lotte e trattative nello stabilimento Logista (ex Manifattura Tabacchi) di Tortona, dove il SI COBAS è ormai la forza largamente maggioritaria all’interno del magazzino, i lavoratori hanno ottenuto miglioramenti concreti su tutti i fronti: aumenti salariali, corretto inquadramento dei livelli, stabilizzazione dei contratti interinali “storici”, migliori condizioni per chi lavora ogni giorno dentro il magazzino.

Oggi i lavoratori della CFL Spa, consorziata CAL e operante in appalto all’interno del magazzino LOGISTA di Tortona, conquistano un ulteriore importante miglioramento economico con un accordo che aumenta ticket mensa e premio di risultato, con incrementi previsti fino al 2028.

In particolare il nuovo accordo prevede:

dal 1° maggio 2026 ticket mensa a 9 euro per ogni giornata con almeno 4 ore lavorate, che saliranno a 10 euro dal 1° gennaio 2027;

premio di risultato (PDR) strutturato su due parametri: produzione (base di partenza 700 euro), presenza (che può andare da 200 a 700 euro a seconda della presenza), con la previsione per i prossimi 2 anni di un meccanismo automatico di aumento annuale del 15% fino al 2028, proprio per rispondere parzialmente alla problematica del continuo aumento dei prezzi che erode sempre piú i livelli salariali acquisiti nel tempo

introduzione di un premio sicurezza da 100 euro annui;

introduzione di un bonus aggiuntivo di 50 euro legato alla qualità

È una risposta importante a chi per anni ha detto che “non sarebbe mai cambiato niente”, che scioperare era inutile e che portare avanti certe rivendicazioni fosse “roba da matti”. 

È una risposta importante in un territorio dove solo poche settimane fa Prefettura e Questura di Alessandria hanno provato a criminalizzare la nostra attività sindacale sul territorio, hanno provato a colpire i militanti sindacali piú esposti con multe e fogli di via, hanno messo in campo una repressione preventiva per circoscrivere l’allargamento degli scioperi e delle assemblee

Ancora di piú in una fase dove la tendenza generale alla guerra chiede sempre piú sacrifici ai lavoratori e lavoratrici, non solo con l’aumento dei prezzi, ma anche con la deliberata scelta politica di padroni e governo Meloni a depredare ulteriormente salario diretto e indiretto (welfare, sanitá, istruzione, trasporti) spostando risorse verso la spesa bellica e verso quella “econonomia di guerra” da cui i lavoratori nulla hanno da guadagnare e tutto hanno da perdere!

Rafforzare la costruzione di un percorso di sindacalismo alternativo, combattivo e di classe anche sul nostro territorio è fondamentale in questo senso, proprio nel coniugare la capacità di strappare accordi migliorativi alla controparte, ma nello stesso tempo mobilitarsi su un piano piú generale contro sfruttamento, guerre e attacco al diritto di sciopero, come i lavoratori e le lavoratrici si appresteranno a fare nella prossima giornata di sciopero generale del 29 Maggio!