Cantalupo Ligure – Il bianco della neve che ottantuno anni fa si tinse del sangue di un eroe straniero è oggi il simbolo di una memoria che non sbiadisce. Tra i monti della Val Borbera, si è rinnovato l’appuntamento con la storia per commemorare la Battaglia di Cantalupo Ligure, avvenuta il 2 febbraio 1945. Sotto un cielo terso ma pungente, la comunità locale, le rappresentanze dell’ANPI e le delegazioni internazionali si sono strette attorno al monumento dedicato a Fedor Poletaev, il partigiano russo “Fiodor” che scelse di dare la vita per la libertà dell’Italia.
La cerimonia ha visto la partecipazione dei Carabinieri, accanto al gonfalone del Comune decorato, a sottolineare il legame indissolubile tra le forze dello Stato e i valori nati dalla Resistenza. Tra le autorità intervenute, Daniele Borioli, Giacomo Ronzitti e Mariano Santaniello hanno ribadito come ricordare Fiodor sia un dovere civile e morale per chiunque creda nella dignità umana.
La cronaca di quel 2 febbraio 1945 resta una delle pagine più epiche della lotta di liberazione locale. Una colonna nazista, supportata dal battaglione “Turkestan”, aveva occupato il borgo forzando il blocco di Pertuso. I partigiani della Brigata “Oreste”, seppur stremati dal gelo e con la neve alta fino alle ginocchia, sferrarono il contrattacco presso il ponte di San Nazzaro. Quando le sorti dello scontro sembravano volgere al peggio, Poletaev compì il gesto decisivo: balzò fuori dal riparo, correndo verso il nemico e urlando l’intimazione alla resa in russo, lingua comprensibile ai soldati “mongoli” inquadrati dai tedeschi. Una raffica di mitra lo colpì al petto, ma quel sacrificio permise ai compagni di travolgere le linee occupanti, portando alla cattura di 41 prigionieri e alla fuga dei superstiti.
Poletaev, oggi sepolto nel cimitero monumentale di Staglieno a Genova, resta un simbolo universale, essendo l’unico straniero ad avere ricevuto la Medaglia d’Oro al Valor Militare italiana e il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica.
La giornata celebrativa, curata dall’Associazione RjAlGe e dall’ANPI, non è solo un atto di memoria storica, ma un ponte culturale tra nazioni.
Dopo la deposizione della corona d’alloro scortata dai Carabinieri, la commemorazione si è conclusa con un momento di condivisione artistica affidato al concerto del Nervi Castle Trio, trasformando il ricordo di un sacrificio di guerra in un messaggio di speranza e pace per il presente.




