Presentato agli operatori del settore il piano di comunicazione triennale: nuovo brand, immagine coordinata, portale multilingue
Vado Ligure fa un passo avanti nel suo nuovo percorso di sviluppo e promozione turistica, affiancando per la prima volta alla comunicazione istituzionale una strategia specificamente dedicata al turismo. Il progetto di marketing, comunicazione e promozione turistica 2026-2028 è stato presentato ieri sera nel corso di un evento aperto agli operatori del settore, ospitato al Sea Art Hotel.
L’iniziativa punta a valorizzare un volto inedito del territorio: accanto alla sua storica vocazione industriale e portuale, Vado lavorerà alla costruzione di un’identità turistica. Il primo passo sarà legato al mondo dell’outdoor con l’obiettivo di sviluppare e posizionare Vado Ligure come destinazione per escursionismo, trekking, mountain bike, cicloturismo e attività all’aria aperta, in un’ottica di sostenibilità, integrazione con il tessuto locale e miglioramento della qualità della vita. Un progetto che i consiglieri comunali Cristina Pizzutti e Luca Ferro hanno definito “il coronamento di un sogno condiviso da anni, nato dal lavoro di tanti volontari e dalla volontà di riscoprire e valorizzare i ‘bricchi’ come nuova risorsa per il futuro del territorio”.
Il piano di comunicazione e marketing turistico 2026-2028 è stato illustrato da Federico Alberto, direttore creativo di Studiowiki e responsabile dell’area comunicazione di WE Growing Together, la nuova rete d’impresa (costituita da due aziende locali, Studiowiki di Savona e Edinet di Pietra Ligure) che si occuperà di portare avanti il progetto.
Il piano prevede la costruzione di una nuova identità di destinazione per Vado Ligure, affiancata a un sistema strutturato di promozione e gestione dei contenuti. Le attività includono la definizione del brand territoriale e del relativo manuale d’uso, lo sviluppo dell’immagine coordinata e dei canali digitali, la gestione dei social media, la creazione periodica di contenuti editoriali e multimediali e la realizzazione di un archivio fotografico di destinazione. È prevista inoltre l’attivazione di un portale turistico multilingue e di un Destination Management System, con percorsi di formazione e affiancamento dedicati agli operatori locali, per favorire la messa in rete dell’offerta e la commercializzazione dei prodotti turistici. Il piano comprende anche attività di relazioni con la stampa, newsletter dedicate agli operatori e una programmazione pluriennale delle azioni, con l’obiettivo di accompagnare nel tempo lo sviluppo delle infrastrutture outdoor e sostenere il posizionamento di Vado Ligure come destinazione outdoor emergente.
“Un progetto senza visione sarebbe destinato a fallire – ha commentato Alberto – Non sappiamo dove arriveremo, ma iniziamo a portarlo avanti perché è soprattutto il percorso a contare. Gli ingredienti ci sono: la volontà del Comune, l’esperienza trentennale del FOR. Poi è chiaro, noi possiamo fornire gli strumenti ma saranno poi gli operatori a doverli usare: la partecipazione numerosa e l’interesse che vedo stasera fanno davvero ben sperare”. I risultati, ha avvertito, “non andranno misurati con il metro dei mesi bensì sul medio-lungo periodo: aspettarsi una rivoluzione copernicana in tre anni sarebbe da ingenui”.
Il progetto di sviluppo, per quanto riguarda l’outdoor, prevede il coinvolgimento diretto di Finale Outdoor Region, un consorzio di imprese private che opera senza fini di lucro e reinveste interamente le proprie risorse in attività di promozione territoriale e manutenzione della rete sentieristica. Nato dall’esperienza di Finale Ligure, che in circa 30 anni è diventata una destinazione outdoor di riferimento a livello internazionale, FOR ha sviluppato un modello organizzativo e operativo replicabile, basato sulla gestione integrata dei sentieri, sull’informazione agli utenti, sulla promozione coordinata delle attività outdoor e sul coinvolgimento diretto degli operatori economici.
Tra gli strumenti chiave del modello FOR rientra la FOR You Card, che consente ai turisti di contribuire direttamente alla manutenzione dei sentieri attraverso un meccanismo di autofinanziamento, alleggerendo l’impatto economico sui Comuni. Il sistema ha già generato risorse significative reinvestite sul territorio e rappresenta uno degli elementi distintivi di un approccio che mira a creare un’industria dell’outdoor capace di produrre valore economico, occupazione e benefici diffusi durante tutto l’arco dell’anno.
Ugo Frascherelli, da qualche settimana nuovo presidente di FOR – Finale Outdoor Region, ha illustrato ai presenti la natura del consorzio, rimarcando come l’outdoor possa diventare “un’industria capace di generare lavoro tutto l’anno, così come lo sci lo è stato per la montagna”. Il direttore marketing di FOR, Enrico Guala, ha illustrato le attività nel dettaglio e posto l’accento sul cambiamento di prospettiva legato al progetto: “Quando si pensa a Vado Ligure, l’immagine immediata è spesso quella delle ciminiere. Ma accanto all’industria esiste un altro punto di vista, fatto di natura, sentieri e paesaggi inaspettati, che meritano di essere raccontati e messi a sistema”. Presente anche Paolo Siri, area manager di Repower per la Liguria, che ha illustrato il progetto DinaClub: prevede l’installazione di rastrelliere e servizi dedicati ai cicloturisti, con l’obiettivo di migliorare l’accoglienza e favorire la mobilità sostenibile.
Il presidente di Confcommercio Savona, Enrico Schiappapietra, ha rivolto un invito diretto agli operatori turistici: “Quello presentato questa sera non è solo un sogno, ma un percorso già avviato e tecnicamente solido. È un’occasione che gli operatori devono saper cogliere, perché il territorio è cambiato e continuerà a cambiare”.
Il sindaco di Vado Ligure, Fabio Gilardi, ha concluso sottolineando il valore strategico dell’iniziativa: “Non è un sogno, ma una visione. Accanto all’industria e alla logistica, che restano fondamentali, c’è bisogno di costruire nuove opportunità. Vogliamo che le persone che arrivano a Vado per lavorare possano trovare non solo un luogo produttivo, ma anche opportunità per il tempo libero, per le attività outdoor e per conoscere la nostra comunità. Questo percorso serve anche a creare servizi e occasioni di fruizione del territorio che fino ad oggi non erano presenti, rendendo Vado un posto più accogliente e vivibile”.






