Un incontro intenso e ricco di significati ha coinvolto, nella mattinata di venerdì 23 gennaio, studenti e docenti degli Istituti Superiori di Tortona, tra cui l’Istituto “Marconi”, mettendo al centro dell’attenzione una parola tanto semplice quanto necessaria: pace. La conferenza, dal titolo “Parole di pace”, ha visto come protagonisti il giornalista ed inviato di guerra Fausto Biloslavo e padre Francesco Ielpo, attuale Custode della Terra Santa a Gerusalemme: due testimoni della realtà umana contemporanea, due visioni profonde e diverse, ma assolutamente complementari, a proposito di uno dei temi più urgenti del nostro tempo.

  L’evento, che ha preso spunto dalle recenti esortazioni lanciate al mondo da Papa Leone XIV, si è svolto in occasione della 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e, non a caso, alla vigilia delle celebrazioni di S. Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.  Ad aprire e moderare il dibattito, nella Sala Polifunzionale di Tortona, è stato Matteo Colombo, Direttore della redazione del giornale diocesano “Il Popolo”; con lui don Paolo Padrini, Presidente dell’emittente diocesana “RadioPNR”. Insieme hanno richiamato il primo discorso del Santo Padre dalla Loggia delle Benedizioni, ricordando le sue parole: “La pace sia con tutti voi”. Proprio questo messaggio è diventato il filo conduttore dell’intero dialogo, ponendo una domanda centrale e impegnativa: come si può raccontare la guerra usando parole di pace?

  A rispondere per primo il giornalista Fausto Biloslavo, in collegamento dalla Groenlandia.  Ricordando alcuni momenti della sua intensa carriera giornalistica, prima come freelance e poi come collaboratore di testate ed emittenti nazionali ed internazionali, e soffermandosi su quella particolarmente drammatica vissuta in Afghanistan, Biloslavo ha ribadito come riportare un conflitto significhi, innanzitutto, dare voce alle prime e più grandi vittime della guerra: i civili.  Senza distinzione di sesso o di età, i civili subiscono quotidianamente le conseguenze della violenza, spesso lontano dall’attenzione della cronaca e dalla consapevolezza del pubblico.

  Da testimone attivo Biloslavo ha parlato delle atrocità delle guerre, ma anche delle responsabilità morali e professionali del giornalista nel descriverle con onestà e rispetto, evitando la spettacolarizzazione del dolore. Raccontare la guerra con parole di pace – ha sottolineato – significa non dimenticare mai l’umanità delle persone coinvolte e mantenere viva l’attenzione sulle loro storie e sofferenze. Dopo aver dato spazio alle numerose domande degli studenti sul lavoro dei reporter, sui reali livelli di rischio/sicurezza a cui sono esposti, sulle motivazioni che lo hanno spinto a diventare “occhi della guerra”, Biloslavo ha concluso il collegamento con l’invito a perseguire con passione e dedizione le nostre ricerche, le nostre aspirazioni, la generale e doverosa ricerca della pace.

  A concludere la conferenza Padre Francesco Ielpo, che, da Gerusalemme, altro luogo-simbolo di conflitti e di pace, ha offerto una prospettiva diversa, ma altrettanto vibrante. Padre Ielpo ha illustrato le finalità e le funzioni della Custodia della Terra Santa e dei suoi confratelli: la tutela dei luoghi santi, il sostegno alle comunità cristiane locali e l’accoglienza dei numerosi pellegrini che ogni anno giungono lì da tutto il mondo, ma anche, in questo momento storico così delicato, l’opera di aiuto a quanti si trovano in uno stato di sofferenza e di bisogno, soprattutto ai tanti ragazzi, nostri coetanei, per i quali un futuro sereno e di pace è, al momento, un sogno. Un lavoro concreto, svolto direttamente sul campo, che mira a costruire ponti di dialogo e convivenza in territori segnati da guerre e divisioni.

L’incontro si è concluso con un messaggio di speranza, un invito a non smettere di credere nella pace e a farsene testimoni, con le parole e con le parole che si trasformano in azioni, ogni giorno.

              Martina PERINI – 5AR Amministrazione, Finanza e Marketing