Mombello Monferrato – Il dialogo tra istituzioni e cittadini è tra le prime forme di prevenzione, così come il Comando Stazione Carabinieri rappresenta il primo caposaldo di sicurezza nelle comunità, soprattutto le più piccole. Dove la collaborazione, lo scambio di informazioni, l’interazione e il confronto diventano normalità, la sicurezza, o quantomeno la sua percezione, aumenta e le attività di contrasto al crimine si fanno più efficaci.
Anche per questo, gli incontri dei Carabinieri con la comunità sono sempre più frequenti, passando dalle scuole, dove sono i più giovani a diventare protagonisti di questo gioco di squadra, ai luoghi di ritrovo di ogni genere, fino alle chiese e ai centri per gli anziani.
Nella circostanza è stata la locale parrocchia a ospitare un momento di riflessione sulla sicurezza partecipata. Ospite il Maresciallo Antonio Ravicini, Comandante della Stazione Carabinieri di Cerrina, che ha guidato un incontro volto a fornire strumenti concreti di difesa contro i reati che più colpiscono le fasce deboli.
Il dibattito si è concentrato su una minaccia sempre più diffusa e subdola: le truffe in danno degli anziani. Dai classici raggiri telefonici e porta a porta, con i malviventi che si spacciano per medici, avvocati, incaricati di pubblico servizio o appartenenti alle forze dell’ordine, alle truffe amorose, orchestrate da abili manipolatori che, attraverso i social network o il telefono, seducono persone sole sfruttandone la vulnerabilità emotiva.
Uno dei punti più significativi è stata la proposta di creare una rete di sicurezza partecipata, con l’obiettivo di favorire una comunicazione fluida e costante tra i residenti, specialmente nelle aree rurali dove l’isolamento può diventare un fattore di rischio. L’invito, al termine dell’incontro, è stato ancora una volta di rivolgersi senza esitazione al 112, segnalando ogni sospetto o tentativo di approccio anomalo, perché la prevenzione passa dalla consapevolezza dei singoli e dalla forza della coesione sociale.




