E’ deceduto all’età di 86 anni, Pierino Cucchi, giocatore allenatore. Per molti era conosciuto come il papà di “Enrico Cucchi” ex calciatore dell’Inter morto prematuramente, e a cui é intitolata un’associazione benefica a Tortona, ma Pierino era molto di più.

Cresciuto nelle giovanili del Torino, viene ceduto in Serie C al Piacenza nell’estate del 1958. Nel 1960 passa al Savona, sempre in Serie C, con cui conquista un terzo posto e l’anno successivo. Con la formazione lombarda esordisce nel campionato cadetto conquistando un’inaspettata promozione in Serie A e Cucchi viene riconfermato per il campionato64/65. Esordisce in Serie A il 20 settembre 1964 nella vittoria interna per 2-0 sul Torino, e contribuisce alla salvezza del Varese con 26 presenze e un gol.

La carriera prosegue fino a quando nel 1975 all’età di 36 anni arriva al Derthona e qui, nel suo primo anno è stato un precursore perché era sia allenatore che giocatore. Chi scrive ai tempi aveva solo 16 anni, ma lo ricorda benissimo, perché stava in panchina con la tuta e sotto la maglietta e calzoncini: più di una volta, nel secondo tempo mi ricordo di averlo visto entrare in campo. Lo faceva nei momenti topici. Era un centrocampista offensivo e quando serviva ad equilibrare la squadra si faceva entrare in campo. Andavo a vedere tutte le partite del Derthona e mi incuriosiva vedere quello strano allenatore-giocatore che entrava in campo quando c’era da dare una sterzata ai giocatori oppure da renderli più ordinati. E’ stato un precursore in un ruolo da giocatore-allenatore poi ricoperto da un altro grande calciatore: Gianluca Vialli al Chelsea.

Pierino ricoprì quel doppio ruolo soltanto il primo anno, poi fu solo allenatore ma alla sua guida il Derthona venne promosso in C2 nel campionato 77/78. Da padre non oso immaginare il dolore che deve aver provato per la morte di uno dei suoi due figli, il più famoso e la fatica che deve aver fatto nel continuare quella vita diventata improvvisamente difficile ma che forse grazie anche ai suoi cari é riuscito a portare fino ad 86 anni.

Dopo lungo peregrinare aveva scelto Tortona come la sua città, la stessa dove perse suo figlio Enrico e qui è rimasto. Tortona perde una persona squisita di grande carisma e personalità.

I funerali si terranno domani, mercoledì 21 gennaio, alle 15 in cattedrale. A dare l’ultimo saluto, oltre alla moglie Paola, il figlio Alessandro con Antonella, i nipoti Riccardo e Alberto e le tantissime persone che lo conosceva e lo stimavano. Non solo come calciatore ma soprattutto come uomo.

Angelo Bottiroli