La famiglia è di origine milanese apparentata con la prestigiosa Dinastia Borsalino tramite il padre Celestino, pioniere dell’aviazione, famoso per aver trasvolato per primo le Alpi in pallone aerostatico, andato a nozze con Giulia Strada, figlia di Rosa Borsalino, sorella di Teresio

Teresio Usuelli, detto familiarmente Nino, così chiamato per specificare il soggetto in quanto i cognati hanno lo stesso nome di battesimo, diventerà oculato imprenditore del colosso Borsalino, ben avviato nella nostra città.


La preparazione culturale non è di poco conto.

Diplomato alla Scuola Commerciale di Zugerberg in Svizzera, è a Londra per percepire il meccanismo dei vari mercati, sofferma l’attenzione in merito al trattamento delle materie prime per la fabbricazione dei cappelli; con gli stessi intendimenti è in Germania, poi in Belgio, dedito ad approfondite mirate ricerche sulle materie prime, sviluppa i procedimenti per sperimentare le varie tecniche manuali di lavorazione: soddisfatto torna in Alessandria per applicarle nell’impresa del cognato, subito accolto nel Consiglio d’Amministrazione dell’Azienda.

La perizia, formata sul campo in prima linea, gli suggerisce l’acquisizione della ditta Vanzina, eccellenza nel settore dei cappelli destinati alla consumazione di battaglia.

Sotto la sua responsabilità ha organizzato l’organico sul fronte commerciale, ha incrementato le esportazioni, in buona sostanza ha impresso un notevole impulso alle migliorie nell’ambito della produzione.

Il futuro della Ditta ha buone premesse, senonché il mercato della moda è capriccioso, si scontra in seguito alle diverse esigenze, per cui il cappello, indice di eleganza, perde lentamente il suo fascino, imprimendo il lento declino anche ad un colosso industriale al pari della Borsalino.

Teresio non s’è intimidito, anzi ha impresso all’azienda la diversificazione, i suoi prodotti hanno allargato la gamma verso gli accessori di abbigliamento: dai profumi, alle sciarpe, ai guanti, ecc..

Il Cappello, con il marchio contrassegnato Borsalino, è colto da imponenti registi cinematografici, andato in scena sul grande schermo nell’omonimo film diretto da Jacques Deray, tratto da romanzo di Eugene Saccomano, interpretato da Alain Delon con altri famosi attori nell’anno 1970, a cui n’è seguito un altro, 4 anni dopo, Borsalino and Co. firmato dallo stesso regista.

                                                                                 Franco Montaldo