Personale della Sezione Antidroga di questa Squadra Mobile s’avvedeva, visto il movimento continuo e sospetto di persone su pubblica via, della possibile presenza di alcuni soggetti dediti all’attività di spaccio di sostanza stupefacente, dimoranti in un appartamento sito in questo capoluogo. Nelle ultime settimane venivano di conseguenza effettuati appositi servizi che consentivano d’individuare un soggettogià noto al personale operante, in quanto rientrato in precedenti attività d’indagine.

Si decideva di procedere al controllo e nella circostanza il medesimo palesava un atteggiamento irrequieto tale da indurre gli operanti a ritenere che lo stesso potesse detenere sulla propria persona sostanza stupefacente.


Si procedeva pertanto all’immediata perquisizione personale che consentiva di rinvenire nella tasca dei pantaloncini un telefono cellulare Samsung di colore nero di cui l’uomo disconosceva la proprietà e di cui non conosceva il codice di sblocco, riferendo di essere di proprietà di un suo conoscente.

Lo stesso uomo riferiva di abitare in zona, senza ricordare il numero civico ma indicando quale riferimento un’attività commerciale che effettivamente si trova nello stabile da cui gli operanti l’avevano visto uscire.

I poliziotti, vista la situazione, estendevano la perquisizione all’abitazione citofonando e bussando ripetutamente alla porta d’ingresso, senza però ricevere risposta e senza che nessuno aprisse, anche se si udivano rumori e voci provenire dall’interno.

A seguito di ciò, con la collaborazione di un condomino, gli operatori riuscivano ad accedere al terrazzo comune con l’abitazione del soggetto controllato, dal quale si individuava la porta della cucina aperta, da cui si riusciva ad accedere all’appartamento sito al primo piano dove era presente una donna, poi risultata la moglie dello stesso.

Pertanto, con l’ausilio di unità cinofila messa a disposizione dalla Questura di Genova, gli operanti effettuavano la perquisizione dell’appartamento che dava esito positivo permettendo di rinvenire e sequestrare numeroso stupefacente, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento della droga ed un telefono cellulare.

L’attenzione del personale della Squadra Mobile si spostava al terrazzo esterno dell’abitazione, dove all’interno di un contenitore dei rifiuti venivano rinvenuti, inseriti dentro un sacco di cellophane di colore nero, uno zainetto ed un sacchetto di carta. Gli stessi contenevano sostanza stupefacente, cocaina, sia in forma integra che suddivisa in dosi (24), 3 bilancini di precisione, taglierini e lame atte al porzionamento dello stupefacente, materiale plastico per il confezionamento delle dosi, 1 orologio marca Rolex modello Daytona (di cui il perquisito non dava plausibile giustificazione riguardo la provenienza e la ragione del possesso), un altro telefono cellulare.

Nel complesso l’attività di ricerca dei poliziotti portava al rinvenimento di  sostanza stupefacente del tipo cocaina per un totale di grammi lordi 721,186. e due mazzette di denaro contante, suddiviso in banconote di vario taglio per un totale di € 7160.

Il soggetto in merito alla detenzione dello stupefacente ammetteva spontaneamente agli investigatori la sua destinazione e le stesse modalità di spaccio ed inoltre aggiungeva che aveva nascosto nell’armadio della camera da letto, precisamente nella parte riservata al suo guardaroba il tutto, probabilmente anche per mettere in ombra la posizione della moglie.

Ulteriore conferma della genuinità dichiarazioni rese dal soggetto veniva fornita dal fatto che il cane antidroga “Leone” segnalava ripetutamente il guardaroba della camera da letto dell’indagato come zona contaminata dalla sostanza stupefacente.

Il fatto che la sostanza stupefacente con il denaro siano stati trovati poi in un luogo diverso da quello indicato dal soggetto, poi arrestato, avvalora la tesi che detto materiale sia stato spostato poco prima dell’intervento degli Agenti che per accedere all’abitazione hanno dovuto suonare e bussare ripetutamente alla porta senza ricevere risposta e quindi siano dovuti entrare passando dal terrazzo dando il tempo, probabilmente alla donna in quel momento presente nell’appartamento, di spostare lo stupefacente nel cassonetto per la raccolta dei rifiuti posto proprio sul terrazzo nel tentativo di eludere le ricerche, che solo grazie alla presenza di un’unità cinofila hanno  consentito di recuperare lo stupefacente e il denaro.

Si aggiunga che da quanto dichiarato dal soggetto, poi sottoposto ad arresto, successivamente convalidato e seguito dalla misura della custodia cautelare in carcere, l’attività dello stesso era svolta su ampia scala, con sensibili quantitativi di stupefacente acquistati, stoccati e poi ceduti al minuto. Da tale intervento, che ha sicuramente posto in crisi l’attività illecita in materia nel capoluogo, seguiranno ulteriori approfondimenti investigativi.