Un nuovo prezioso arricchisce l’offerta storico-culturale di Palazzo Volta a Cella Monte, sede della Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni. 

Oltre al suggestivo Infernot, alla sala multimediale immersiva tridimensionale e ai gradevoli spazi aperti, da qualche giorno, al primo piano di Palazzo Volta è apprezzabile la nuova sala dei Fossili arricchita da pannelli esplicativi curati dal sedimentologo e geologo Alfredo Frixa, dalla micropaleontologa Donata Violanti e dal geologo Paolo Sassone, con traduzione in inglese di Cristina Iuli e il sostegno della Fondazione CRAL.


Un viaggio attraverso l’era Cenozoica, partendo dal Paleocene (da 66 a 59,2 milioni di anni fa), per proseguire lungo l’Eocene (da 56 a 37,8 Ma), l’Oligocene (da 33,9 a 28,1 Ma), il Miocene (da 33,3 a 7,2 Ma) e il Pliocene (da 5,3 a 3,6 Ma) per raggiungere il Pleistocene (da 2,58 a 0,126 Ma) fino all’Olocene (periodo attuale da 0.0117 a 0,0042 Ma), con tanto di reperti a corredo contenuti in luminose teche.

Nell’Oligocene il mare ricopriva gran parte dell’Italia, le cui Alpi si erano formate da pochi milioni di anni e gli Appennini non esistevano ancora – spiega Frixa. -Il distacco della Corsica e della Sardegna dal continente europeo stava aprendo il Mar Ligure e iniziava a delinearsi il Bacino Terziario Piemontese, i cui sedimenti affiorano estesamente tra Liguria, Collina di Torino e Monferrato. I fiumi e torrenti trasportarono in mare grandi quantità di sabbie, silt e clasti (ora arenarie, siltiti e conglomerati), formando il delta. Successivamente il mare si approfondì e questi depositi furono ricoperti da sedimenti marini più fini, formati da sottili intercalazioni di marne, silt e sabbie silicee. Ne derivarono le rocce della Formazione di Cardona che affiora nelle cave di Cardona ad Alfiano Natta, Villadeati e Ottiglio, in molti infernot a Camagna Monferrato, Frassinello, Olivola e Mombello Monferrato e sulle colline di Ponzano Monferrato. Verso la fine dell’Oligocene, poi, il mare si approfondì ulteriormente raggiungendo profondità superiori ai 200 metri. Sui fondali aumentarono le marne e si depositò la Formazione di Antognola, affiorante in molti fondovalle monferrini”.

Altri pannelli esplicativi narrano i diversi periodi geologici. Prenotazioni: info@ecomuseopietradacantoni.it .

A breve, inoltre, saranno visitabili anche: la sala immersiva dei cavatori, la sala dei proverbi, la ricostruzione dello studio-museo dell’architetto Teresa (Lucia) Rossi e la mostra fotografica sugli Infernot con scatti d’autore di: Luciano Bobba, Ilenio Celoria, Gabriele Coppi, Maurizio Galimberti, Cosimo Maffione, Jacques Pion e  Nicola Sacco.

L’apparato storico-culturale dell’Ecomuseo è stato recentemente arricchito di un importante compendio scientifico attinente la storia geologica del Monferrato – apprezza il Presidente Corrado Calvo. – Un progetto scientifico e documentale di grande importanza curata da professionisti ed esperti del settore, che concorre alla valorizzazione delle nostre terre monferrine. Una motivazione in più, per visitare l’Ecomuseo entrando nell’intima relazione con l’intangibile componente storico-culturale del territorio, vero plus caratterizzante identità e vocazioni che contraddistinguono le diverse sfaccettature del Monferrato, nella sua componente artistica, storica, paesaggistica ed, ora, anche geologica”.