Lo presenta  lo stesso Maestro Andrea Oddone che dirigerà l’orchestra sinfonica Bartolomeo Bruni di Cuneo il 15 Agosto nella  Residenza Sabauda di Valcasotto di Garessio a oltre 1000 metri di quota, nella tradizione di questa grande manifestazione estiva di musica classica trasmessa in diretta Rai.

“Dirigo questo particolare concerto per la quarta edizione consecutiva e ho sempre cercato di offrire, nell’ambito di programmi d’ampio respiro, brani preziosi e poco conosciuti dal grande pubblico. É successo ad esempio con il trittico sinfonico “Al Piemonte” di Carlo Alberto Pizzini o con la ‘Zarzuela’ di Girolamo Gimenez che in Italia è pochissimo eseguita. Lorenzo Perosi, che già grazie al Festival tortonese è stato felicemente riscoperto, merita una sempre più ampia diffusione. Italiano, piemontese, profondissimo nel suo messaggio, con ancora maggior piacere lo propongo all’ascolto al 40° Concerto sinfonico di Ferragosto”.

Così il Maestro Andrea Oddone presenta l’inserimento di Lorenzo Perosi con ‘Elegia’ uno dei suoi brani più toccanti, vera preghiera in musica, nel prestigioso appuntamento annuale con la musica classica del 15 Agosto che quest’anno è dedicato alle vittime dle Covid e si terrà alla Residenza Sabauda di Valcasotto di Garessio, di proprietà della regione Piemonte, alle pendici del Bric Mindino a 1.090 m di quota, dalle ore 13, ripreso come di consueto in diretta nazionale tv da Rai3 e Rai Sat dalle ore 12,55. L’evento nazionale più seguito dell’estate porta la musica classica in alta montagna dal 1981 quando nacque nel Cuneese per iniziativa del violinista Bruno Pignata.


L’edizione 2020 è tanto più importante e storica  in quanto cade nell’anno della pandemia e in un tempo ancora di emergenza tanto che per motivi di sicurezza il concerto dell’Orchestra Sinfonica ‘Bartolomeo Bruni’ di Cuneo si terrà a porte chiuse e solo con archi arpa e percussioni, 31 elementi.

Del massimo livello tuttavia  gli elementi dello spettacolo.

Ospite il famoso cantante di arie da solotto italiane Fabio Armiliato, protagonista al Met alla Scala e all’Arena di Verona.

Apre il programma Ennio Morricone con ‘Deborah’s Theme’ dal film ‘C’era una volta in America’; segue Rossini con la ‘Sonata per Archi’ N° 3 in Do magg. ‘Allegro’ e poi è la volta della ‘Elegia’ di Lorenzo Perosi. Quindi si suoneranno Tosti, Nino Rota, Gastaldon, Leoncavallo, Mascagni (Intermezzo sinfonico dalla Cavalleria Rusticana).

Il brano ‘Elegia’, già eseguito dall’Orchestra Giovanile Regionale “Paganini” per ‘gli eroi del Covid’ nel Maggio scorso, lanciato su Facebook e YouTube era subito diventato virale.

L’Elegia’  in Do minore composta da Perosi nei primi del ‘900, originariamente per violoncello e pianoforte   – continua il Maestro Oddone – che riproponiamo nella trascrizione di Adriana Azzaretti, si colloca all’interno di un programma dedicato interamente ad autori italiani. Ognuno di essi, attraverso l’organico dell’orchestra d’archi che caratterizza l’edizione 2020 del concerto, esprime una parte del poliedrico e affascinantissimo mondo musicale nazionale. L’’Elegia’, nonostante le sue ridotte proporzioni rispetto ad altri capolavori del Perosi, ne esplicita efficacemente il gusto compositivo”.

Come si inserisce Perosi, che è un po’ una recente riscoperta della città di Tortona, in un evento così importante, specie questa estate?

“Ho ritrovato nell’’Elegia’ di Perosi – risponde il Maestro – un brano particolarmente indicato per creare, proprio nel cuore del concerto, un momento di riflessione sui fatti che sono accaduti e di ricordo delle vittime dei mesi scorsi. L’eloquio intimo e sobrio di questa “miniatura” perosiana sintetizza perfettamente i sentimenti che tutti noi abbiamo provato e proviamo ancora”.

Conclude: “Come amanti dell’arte non può che aprirci la porta di uno scrigno ricolmo di bellezze quali sono tutti i lavori, più o meno complessi, del compositore tortonese. Come italiani ci rende orgogliosi poiché un tassello importante della nostra storia musicale viene giustamente ricollocato al propio posto ossia nell’olimpo dei grandi autori”.

 Dopo il concerto al teatro Carlo Felice di Genova in occasione dell’ inaugurazione del nuovo ponte San Giorgio e per le vittime della tragedia del Morandi, il grande compositore tortonese ‘rilanciato’ negli ultimi anni dal festival perosiano ‘Tortona Città della musica’, conquista dunque platee e pubblici sempre più vasti e internazionali. Il  messaggio spirituale della musica del  prete artista  raggiunge  i cuori delle persone più che mai desiderose di luce e di speranza.

Lorenzo Perosi nato a Tortona il 21 Dicembre 1872 e morto a Roma il 12 Ottobre 1956, fu trascurato da parte dalla cultura musicale dominante del ‘900, per vari motivi, non sempre legati a motivazioni di tipo musicale.

Perosi conquistò fama internazionale già da giovane per le composizioni di musica sacra e liturgica con la quale portò un nuovo stile musicale, il cosiddetto Movimento Ceciliano, volto a coinvolgere maggiormente i fedeli durante la liturgia attraverso il canto. Perosi fu direttore prima della Cappella Marciana a Venezia e poi direttore perpetuo della Cappella Sistina a Roma.

Come autore di musica da camera e di composizioni per orchestra fu stimato da musicisti della levatura di Mascagni, Puccini e Toscanini. Fu nei fatti, l’unico compositore italiano che tra 800 e 900 si dedicò ad una intensa produzione sinfonica e cameristica. I quindi quartetti d’archi, i quattro quintetti, i trii e i concerti sinfonici per pianoforte, clarinetto e violino – senza dimenticare il “corpus” delle Suites dedicaste alle città d’Italia – ne sono prova concreta e di altissimo livello musicale.

Con le prime edizioni dei Festival perosiani a Tortona dal 1990 circa e poi soprattutto con le edizioni più recenti dal 2016 ad oggi, Perosi è tornato in auge grazie proprio al favore del grande pubblico che ogni anno riempie piazze, chiese e teatri per venire ad ascoltarlo.

La manifestazione “Perosi Festival – Tortona città della musica” voluta dalla Diocesi e dal Comune di Tortona e sostenuta da enti prestigiosi  e patrocinatori quali tra gli altri il MBAC, il Consiglio Regionale del Piemonte, Radio Vaticana ed il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, registra un tale successo da essere diventata evento stabile, vero e proprio Festival di livello internazionale. Tornerà certamente a Ottobre 2020.